5 Ottobre 2026 ☁ 14°

Trentino Book Festival e incontro autonomista: Pergine si trasforma in palcoscenico diffuso

Due appuntamenti segnano il ritorno di Pergine Valsugana al centro della vita culturale e politica: il Trentino Book Festival, in programma dal 18 al 21 giugno, e un convegno autonomista che mette a confronto PATT, SVP, Union Valdôtaine e Bard sulla prospettiva della montagna.

Trentino Book Festival e incontro autonomista: Pergine si trasforma in palcoscenico diffuso

Pergine Valsugana torna sotto i riflettori grazie a due eventi distinti ma complementari: da una parte il riavvio del Trentino Book Festivaldall’altra un incontro promosso dal PATT con i movimenti autonomisti dell’arco alpino. Entrambe le iniziative puntano a trasformare spazi urbani e parole in luoghi di confronto, mostrando come cultura e politica possano dialogare attorno al tema della montagna e del libro come soglia di passaggi e comunità.

Il festival, programmato dal 18 al 21 giugnopropone una formula diffusa che coinvolge piazze, teatri, biblioteche e luoghi storici della città. Il convegno autonomista — intitolato con la stessa voglia di alzare lo sguardo «Prospettiva verticale» — mette invece attorno a un tavolo rappresentanti di PATT, SVPUnion Valdôtaine e Bard per discutere il futuro delle aree montane e il ruolo delle autonomie locali.

Il Trentino Book Festival: il libro come soglia e la città come palcoscenico

La manifestazione riparte dopo alcuni anni di pausa con un’edizione “zero” pensata come esperimento pilota per un rilancio organico. Sotto la direzione artistica di Pino Loperfidoil festival intende valorizzare il libro come spazio di attraversamento fra linguaggi diversi: dalla narrativa alla filosofia, dalla divulgazione scientifica al pensiero civile. L’obiettivo dichiarato è evitare la logica del semplice carosello di ospiti e concentrare risorse sulla qualità del dialogo tra autori e pubblico.

Il programma mette sul palco figure note del panorama culturale italiano, tra cui Gad LernerMichela MarzanoGherardo ColomboVittorino Andreoli e Marco Albino Ferrari. A questi nomi si affiancano voci nuove e autori di narrativa contemporanea, a sottolineare la scelta di considerare la lettura come un ecosistema che include sia la riflessione critica sia la lettura di intrattenimento. Molto spazio è riservato anche ai più giovani con laboratori, letture animate e incontri formativi concepiti per infanzia e adolescenza.

Spazi e collaborazioni che trasformano la città

Il Teatro di Pergine funge da fulcro simbolico, ma il festival si sviluppa in modo diffuso: dalla Biblioteca Comunale alla Corte Ex Filanda fino al Castello di Pergine. In questo modo il libro diventa strumento di rigenerazione urbana e di comunità. La collaborazione con librerie locali e realtà come Slow Food introduce anche temi come la cultura del cibodimostrando l’intento di intrecciare pratiche culturali diverse in un unico programma.

Prospettiva verticale: l’incontro autonomista sulla montagna

La serata promossa dal PATT assume una valenza politica e simbolica: riunire i movimenti autonomisti dell’arco alpino significa mettere in comune istanze territoriali, pratiche amministrative e visioni sul futuro delle aree montane. La scelta del titolo — “Prospettiva verticale” — vuole essere un invito a guardare oltre il quotidiano, considerare la montagna non solo come paesaggio ma come infrastruttura sociale e risorsa strategica.

All’incontro partecipano rappresentanti di SVPUnion Valdôtaine e del movimento Bard del bellunese. I temi sul tavolo includono la gestione delle autonomie locali, la pianificazione del territorio montano, la sostenibilità ambientale e le politiche per contrastare lo spopolamento. Più che un monologo programmatico, l’evento è concepito come un momento di scambio per costruire alleanze e condividere prassi amministrative.

Le connessioni tra cultura e istanze territoriali

Il contemporaneo svolgersi del festival e del convegno mette in luce come cultura e politica territoriale possano dialogare senza sovrapporsi meccanicamente: il festival usa il libro come strumento per immaginare percorsi condivisi, mentre l’incontro autonomista porta sul tavolo questioni pratiche che richiedono sguardi lunghi e collaborazioni concrete. In entrambi i casi, il comune denominatore è la volontà di trasformare luoghi e parole in risorse per la comunità.

Questa convergenza di appuntamenti rende Pergine Valsugana un laboratorio temporaneo in cui si sperimentano forme diverse di partecipazione civica: leggere insieme, discutere i temi della montagna, confrontare modelli di autonomia sono azioni che, sommate, offrono nuove prospettive per la vita locale e per il rapporto tra centri urbani e territori alpini.

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