Le province autonome di Trento e Bolzano stanno percorrendo strade diverse nella regolamentazione del suicidio assistito, creando un dibattito acceso e critiche da parte delle associazioni per i diritti dei malati terminali. Mentre Bolzano ha fatto passi avanti con una proposta di legge, Trento sembra procedere con maggiore cautela, generando disallineamenti normativi che potrebbero aggravare la sofferenza dei pazienti.
La questione è diventata particolarmente rilevante dopo che la commissione legislativa della Provincia di Bolzano ha espresso un parere favorevole a una legge che disciplina il suicidio assistito. Tuttavia, una proposta di armonizzazione normativa tra le due province, avanzata dal consigliere Franz Ploner del Team K, è stata respinta con 32 voti contrari, 21 favorevoli e 5 astenuti. Questo rifiuto ha bloccato ogni tentativo di coordinamento regionale, come auspicato da Ploner.
Le posizioni delle autorità provinciali
L’assessore provinciale alla Sanità, Hubert Messner, ha sottolineato l’importanza di procedere con cautela e rispetto verso un tema così delicato. Messner ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare i diritti dei cittadini e garantire sicurezza, evitando potenziali abusi. Anche il presidente della giunta regionale, Arno Kompatscher, ha commentato l’argomento, specificando che la mozione discussa riguardava espressamente un raccordo tra le due province.
Kompatscher ha spiegato che il dibattito è stato molto pacato e ha toccato tematiche profonde ed emotive. Ha ribadito la sua convinzione che ognuno debba poter decidere della propria vita, in linea con i limiti definiti dalla Corte Costituzionale. Tuttavia, ha evidenziato che un coordinamento normativo tra le province richiederebbe un dialogo ampio e approfondito su ogni argomento simile.
Il contributo dell’Associazione Luca Coscioni
Nel frattempo, l’Associazione Luca Coscioni ha presentato una proposta di emendamento integrativo a tutti i consiglieri provinciali di Bolzano. L’obiettivo è snellire le procedure burocratiche che rischiano di prolungare inutilmente la sofferenza delle persone affette da malattie gravi. Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, ha rimarcato l’importanza di gestire i tempi di verifica per accedere alla morte volontaria assistita in modo tempestivo e compatibile con le condizioni cliniche dei pazienti.
Cappato ha salutato con favore la creazione di una commissione multidisciplinare permanente a Bolzano, un modello efficace già adottato in regioni come la Toscana e la Sardegna. Tuttavia, ha sottolineato che è cruciale che i tempi per la valutazione e l’accesso alla morte volontaria assistita siano certi e rispettino le esigenze cliniche dei malati. La burocrazia, secondo Cappato, non dovrebbe mai diventare un ostacolo insormontabile per chi cerca un sollievo dalla sofferenza.
La questione delle bandiere nella sede provinciale
In un contesto diverso ma sempre legato alle questioni istituzionali, l’eurodeputata Elena Donazzan ha sollevato un caso riguardante l’esposizione delle bandiere nella sede della Provincia Autonoma di Bolzano. Donazzan ha segnalato al prefetto Maddalena Travaglini che il presidente Arno Kompatscher era stato immortalato in più occasioni pubbliche con alle spalle unicamente la bandiera provinciale e vessilli non istituzionali, tra cui quello arcobaleno per il Pride Monthlasciando assente il Tricolore.
Donazzan ha richiamato le norme vigenti sull’uso delle bandiere negli spazi istituzionali, chiedendo alla Prefettura di verificare il corretto posizionamento del simbolo della Repubblica. La Prefettura ha ribadito che le disposizioni sull’esposizione della bandiera italiana e di quella europea tutelano in ogni caso la priorità del vessillo nazionale, pur applicandosi alle Province autonome nel rispetto dei loro statuti speciali. Il prefetto Travaglini ha precisato di aver richiamato l’attenzione dell’ente provinciale sul rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali e al gonfalone.
Donazzan ha accolto con soddisfazione la risposta del prefetto Travaglini, che riafferma il principio della prioritaria dignità della bandiera nazionale. Ha annunciato che continuerà a vigilare sull’applicazione concreta di questi principi nel territorio altoatesino, sottolineando l’importanza del rispetto dei simboli nazionali nelle sedi istituzionali.


