5 Ottobre 2026 ☁ 14°

Caldo africano e temporali pomeridiani: dove colpiranno le celle temporalesche

Il caldo subtropicale amplia l'alta pressione ma favorisce, nelle ore più calde, lo sviluppo di cumulonembi sulle catene montuose: temporali intensi e locali grandinate sono probabili, con estensione possibile alle pianure

Caldo africano e temporali pomeridiani: dove colpiranno le celle temporalesche

Un vasto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale sta segnalando giornate soleggiate e temperature ben al di sopra delle medie stagionali su gran parte dell’Italia e dell’arco alpino. Nonostante l’impressione di stabilità, l’intenso riscaldamento dei bassi strati favorisce l’innesco di moti convettivi che, nel pomeriggio, possono trasformarsi in temporali localmente violenti.

La dinamica prevista per questi giorni unisce caldo africano umidità nei bassi strati e deboli ingressi di aria più fresca in quota: questa combinazione è la molla che scatena i cosiddetti temporali di calore con rapida formazione di nubi torreggianti e possibili fenomeni violenti in breve tempo.

Zone maggiormente interessate in Italia e temporizzazione dei fenomeni

Gli scenari modellistici indicano che i primi focolai temporaleschi compaiono soprattutto sui rilievi: le Alpi le Prealpi e le dorsali appenniniche saranno le aree più esposte. In particolare, il Nord-Ovest (Piemonte e Lombardia), l’alto Veneto e il Trentino possono vedere temporali attivi a partire dal primo pomeriggio del 19 giugno con cella temporalesca che si sviluppa dai crinali verso le pianure adiacenti.

Sequenza attesa per il weekend

Il quadro descritto proseguirà con una ritmicità giornaliera: il calore accumulato durante le ore centrali innescherà moti ascendenti ricorrenti, per cui fenomeni analoghi potrebbero ripresentarsi ogni pomeriggio, con picchi di attività tra venerdì e domenica. Il 20 giugno l’instabilità tenderà a concentrarsi maggiormente sulle vette del Triveneto e sulle Dolomiti, mentre il 21 giugno la spinta dell’alta pressione raggiungerà l’apice con temperature in ulteriore aumento e residui focolai di calore.

Meccanismi fisici e rischi associati: grandine, piogge intense e raffiche

Il processo che trasforma cumuli in supercelle è guidato da due passaggi chiave: la condensazione del vapore acqueo rilascia calore che alimenta ulteriori correnti ascendenti, e la convezione mantiene la massa d’aria in sollevamento. All’interno di un cumulonembo le gocce possono congelare oltre lo zero termico e subire ripetuti cicli di salita e discesa, formando stratificazioni di ghiaccio che originano la grandine.

Questi temporali, sebbene spesso di breve durata, possono scaricare in pochi minuti ingenti quantità di pioggia su aree circoscritte, provocando allagamenti localizzati forti raffiche di vento e grandinate anche di dimensioni importanti. Dopo il passaggio delle celle temporalesche si osserva generalmente un calo delle temperature, dovuto al rimescolamento dell’aria.

Impatto sulle pianure e fenomeni a carattere locale

Pur avendo origine sulle montagne, le celle temporalesche possono estendersi fino alle pianure limitrofe: la Pianura Padana, in particolare in corrispondenza del Nord-Est, potrebbe ricevere rovesci intensi in serata. L’estensione alle aree di pianura è spesso limitata alla sera, ma quando avviene il rapido accumulo di acqua e grandine può creare criticità locali.

Situazione in Svizzera e confronto con l’Italia

Sull’arco alpino svizzero la situazione è analoga: le regioni di pianura toccheranno punte attorno ai 34°C, mentre in Ticino e in alcune valli si prevedono massime sui 32°C. Anche qui la formazione di nubi cumuliformi dal pomeriggio determinerà rovesci e temporali sulle montagne, con possibili estensioni in pianura durante la sera.

Lo zero termico rimarrà elevato per tutto il fine settimana, segno della massa d’aria molto calda presente in quota.

Tempi critici e indicazioni pratiche

Il periodo di massima attenzione è quello che va dalle 14:00 fino alle ore serali nei giorni più caldi: sono le ore in cui il riscaldamento diurno raggiunge il suo culmine e le celle temporalesche trovano le condizioni ideali per organizzarsi. Gli accumuli pluviometrici e la grandine risultano fortemente localizzati e intermittenti, per cui la variabilità spaziale è alta.

Prepararsi significa prestare attenzione agli aggiornamenti locali nei pomeriggi indicati e tenere presente il rischio di piogge intense e grandinate sulle aree montuose e pianeggianti adiacenti.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trento adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 32 · NO₂ 79 µg/m³