Il clima estivo che sta investendo l’Europa ha convinto l’All England Club ad adottare una procedura per proteggere gli atleti durante i Championships. La nuova norma, nota come heat rule entrerà in vigore in presenza di particolari condizioni climatiche e stabilisce la possibilità di una sosta straordinaria per i giocatori.
La misura è stata formalizzata in vista dell’edizione che prende avvio lunedì 29 giugno e si concluderà con la finale domenica 12 luglio. L’obiettivo è ridurre i rischi legati al caldo estremo e uniformare le pratiche con tornei che già usano indici simili.
La soglia termica e la pausa di 10 minuti
La regola si attiva quando l’indice di stress termico raggiunge o supera i 30,1 gradi Celsius. In quel caso, un singolo giocatore può richiedere una pausa straordinaria di 10 minuti che viene concessa automaticamente ad entrambi i contendenti. Nei match al meglio dei tre set la sosta va effettuata tra il secondo e il terzo parziale; nei match al meglio dei cinque set la sospensione è prevista tra il terzo e il quarto set.
Come si calcola l’indice
Per valutare l’applicazione della regola gli organizzatori eseguono misurazioni periodiche: si prende una rilevazione 30 minuti prima dell’inizio della giornata di gioco e poi due ulteriori controlli alle 14:00 e alle 17:00. L’indice considera non solo la temperatura dell’aria, ma anche l’umidità e la temperatura della superficie di gioco in modo analogo alle procedure adottate all’Australian Open per offrire una stima più precisa del carico fisiologico sugli atleti.
Limitazioni e casi particolari di applicazione
La heat rule non ha valore universale per tutte le partite: non si applica ai match disputati sotto il tetto chiuso, presenti sui due campi principali, Inoltre la regola non viene attivata per incontri che risultino sospesi e ripresi il giorno successivo in specifiche condizioni: non si applicherà alle partite sospese entro le 23:00 qualora sia stato completato almeno un set in una partita femminile o due set in una maschile.
Un singolo giocatore può provocare l’attivazione della sosta con la sua richiesta: questa caratteristica rende la procedura immediatamente accessibile ai tennisti che avvertono maggior disagio fisico sul campo.
Impatto sui giocatori: chi può beneficiare
La novità regolamentare riguarda potenzialmente tutti i partecipanti, ma può essere particolarmente utile per chi in passato ha mostrato sensibilità alle alte temperature. Tra i nomi monitorati in vista del torneo figura anche Jannik Sinner che potrebbe trovare nella pausa una tutela aggiuntiva qualora le condizioni climatiche si aggravassero.
L’introduzione della regola rispecchia un adattamento del torneo alle nuove realtà climatiche: se un tempo Wimbledon era più spesso alle prese con pioggia e temperature miti, oggi il rischio di giornate calde impone strumenti operativi per salvaguardare la salute degli atleti e la regolarità delle gare.
Relazione con il calendario e l’organizzazione
Applicare la heat rule implica anche aspetti logistici: le misurazioni previste agli orari stabiliti consentono agli ufficiali di campo di decidere con criteri oggettivi e ripetibili. Nel caso in cui le condizioni meteorologiche migliorassero e la regola venisse revocata, le partite già in corso proseguirebbero mantenendo le disposizioni decise al momento dell’attivazione, evitando così cambiamenti intempestivi durante gli incontri.
La procedura adottata a Wimbledon si inserisce in un insieme di accorgimenti che i grandi tornei stanno introducendo per rispondere a ondate di calore sempre più frequenti, armonizzando controlli e soglie con altri eventi internazionali e integrando misure tecniche e di tutela medica.



