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Maltrattamenti in famiglia: due casi gravi in Trentino e Piemonte

Due uomini sono stati arrestati per maltrattamenti in famiglia in Trentino e Piemonte. Le indagini hanno rivelato situazioni di violenza fisica e psicologica prolungate nel tempo.

Maltrattamenti in famiglia: due casi gravi in Trentino e Piemonte

In due diverse regioni italiane, le forze dell’ordine hanno portato alla luce casi gravi di violenza domestica culminati con l’arresto di due uomini. Le indagini, condotte con meticolosità, hanno svelato scenari di sofferenza e sopraffazione che si sono protratti per anni, coinvolgendo mogli e figli.

Il caso di Pergine Valsugana: violenza fisica e psicologica

Nella tranquilla Alta Valsugana un uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Pergine Valsugana con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’indagine, coordinata dalla Procura di Trento ha preso avvio da numerose segnalazioni di episodi violenti all’interno dell’abitazione familiare. Le vittime, tra cui alcuni minorenni hanno subito ripetute aggressioni fisiche e psicologiche.

L’indagato, affetto da ludopatia e con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti avrebbe sottoposto i familiari a un vero e proprio calvario. Le testimonianze raccolte parlano di pugni, calci, schiaffi e colpi inferti con oggetti come una cintura. Non solo: l’uomo avrebbe minacciato di morte la moglie e i figli, arrivando persino a minacciare di farli collocare in un orfanotrofio.

Le indagini hanno anche evidenziato un controllo esclusivo delle risorse economiche della famiglia, con l’accumulo di debiti che hanno portato alla sospensione di servizi essenziali come acqua, luce e gas. Le vittime erano state inoltre costrette al silenzio con l’imposizione di non raccontare all’esterno quanto accadeva tra le mura domestiche.

La ‘cascina degli orrori’ a Cuneo: vent’anni di violenze

A Cuneo la squadra mobile ha arrestato un agricoltore condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti del nipote minorenne. L’indagine, avviata nel 2026 ha portato alla luce una serie di abusi e vessazioni che si sono protratti per vent’anni.

Le due figlie dell’uomo, ora maggiorenni, hanno raccontato anni di insulti, minacce e punizioni disumane. Le bambine erano state lasciate fuori casa a notte fonda, chiuse in una cantina senza luce e costrette a mangiare per terra. Le sorelle, in periodi diversi, erano scappate di casa per sfuggire a questa situazione.

L’arresto dell’uomo è avvenuto dopo l’emissione dell’ordine di carcerazione da parte del giudice. Condannato a 7 anni e 2 mesi di reclusione dovrà espiare una pena di 6 anni e 4 mesi. Le indagini proseguono anche sul filone degli abusi sessuali nei confronti del nipote.

Entrambi i casi sottolineano l’importanza di interventi tempestivi e di supporto alle vittime di violenza domestica. Le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie continuano a lavorare per garantire giustizia e protezione a chi subisce tali atrocità.

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