25 Settembre 2026 ☀ 14°

Due escursionisti salvati sulla ferrata dell’Amicizia a Cima Sat

Intervento notturno a Cima Sat: due turisti polacchi riportati a valle in sicurezza dopo la chiamata al 112

Due escursionisti salvati sulla ferrata dell’Amicizia a Cima Sat

La serata del 26 maggio 2026 ha visto un intervento coordinato sulle pendici di Cima Sat, sopra Riva del Garda, dove due escursionisti polacchi sono rimasti temporaneamente bloccati. I due, dopo aver completato la ferrata dell’Amicizia, si sono trovati in difficoltà con l’arrivo del buio: senza luci frontali non riuscivano a proseguire la discesa e hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze (112) intorno alle 21.00. In una situazione in cui la visibilità cala rapidamente, il mancato equipaggiamento può trasformare una gita in un rischio; per questo il tempestivo allertamento ha attivato una catena di soccorso coordinata.

La missione si è conclusa poco dopo le 22.00, con gli escursionisti sani e salvi al campo sportivo cittadino. Dopo la chiamata al 112 la Centrale Unica di Emergenza ha disposto l’intervento con elicottero e ha coinvolto la Stazione del Soccorso Alpino e Speleologico di Riva del Garda insieme ai Vigili del Fuoco, incaricati di predisporre la piazzola di atterraggio presso il campo sportivo di Riva del Garda. L’operazione notturna ha richiesto tecniche e strumenti specifici, adottati per garantire la sicurezza sia degli escursionisti sia degli operatori.

La dinamica del recupero

L’elicottero è salito in quota per localizzare i due turisti alla quota di 1.245 metri. Grazie all’utilizzo di visori notturni l’equipaggio ha individuato la coppia sulla sommità, quindi è stato verricellato sul posto un Tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino. Il verricello permette di operare in punti non accessibili con atterraggio tradizionale: il tecnico ha raggiunto gli escursionisti, li ha verificati e preparati per il recupero, quindi entrambi sono stati issati a bordo dell’elicottero. Questo tipo di operazione richiede coordinamento radio e precisione nelle manovre: ogni fase è pensata per ridurre al minimo i tempi d’esposizione all’ambiente notturno.

L’importanza degli strumenti

L’intervento mette in luce l’utilità di strumenti come i visori notturni e il verricello nell’ambiente montano notturno. I visori consentono di localizzare persone e punti di riferimento anche con scarsa illuminazione, mentre il verricello permette il trasferimento di soccorritori e soccorsi in sicurezza da e verso zone impervie. In questo caso specifico la combinazione di mezzi aeronautici e personale specializzato ha permesso un recupero rapido senza compromettere l’incolumità degli operatori o degli escursionisti, evitando atterraggi forzati su terreni non idonei.

Coordinamento tra le squadre e ruolo del territorio

L’operazione ha visto la sinergia tra diverse strutture: la Centrale Unica di Emergenza per la gestione della chiamata, il Soccorso Alpino e Speleologico per l’intervento tecnico e i Vigili del Fuoco per la predisposizione della piazzola. Il campo sportivo di Riva del Garda ha svolto la funzione di punto sicuro per la ricongiunzione a valle, con personale pronto ad assistere all’atterraggio. Questo esempio evidenzia come il soccorso in montagna non si basi solo sui mezzi ma anche sulla conoscenza del territorio e sulla coordinazione preventiva delle procedure d’emergenza.

Consigli pratici per chi va in montagna

L’episodio ribadisce alcune regole fondamentali: partire con adeguata attrezzatura, tra cui luci frontali di riserva, pianificare i tempi per evitare il calar del buio e segnalare eventuali ritardi. Il corretto comportamento riduce la probabilità di chiamate d’emergenza e facilita il lavoro dei soccorritori quando necessario. Infine, conoscere il Numero Unico per le Emergenze (112) e fornire informazioni precise sulla posizione semplifica le operazioni di localizzazione e intervento.

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