4 Ottobre 2026 ☀ 13°

Design di montagna e gioco: Sciscioré all’ADI Design Museum

Sciscioré indaga il rapporto tra gioco e progetto attraverso opere tradizionali, icone e prototipi: un playground del design trentino

Design di montagna e gioco: Sciscioré all’ADI Design Museum

La mostra Sciscioré propone una lettura inedita del design legato alle Alpi, presentata all’ADI Design Museum di Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026. Curata da Anna Quinz e organizzata da franzLAB, la rassegna prende il nome dalla parola ladina che in Val Badia indica il gioco delle biglie, e usa questa pratica come lente per esplorare modalità progettuali radicate nel territorio.

Un archivio di forme e materiali

Nel percorso espositivo convivono oltre cento oggetti firmati da settanta progettisti, studi, aziende e artigiani legati al Trentino-Alto Adige. La selezione accosta manufatti della tradizione, pezzi di produzione industriale e prototipi contemporanei, mettendo in evidenza materiali come il legno, la plastica, i tessuti, i metalli, il vetro, il sughero e la ceramica. Questa pluralità di materiali diventa la traccia di un territorio che opera tra abilità manuale e innovazione tecnologica, trasformando vincoli ambientali e culturali in opportunità progettuali.

Icone, novità e prototipi

Accanto a pezzi tradizionali come maschere da Krampus e giocattoli popolari, compaiono vere e proprie icone del design: la lampada Gatto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos (1960), il divano Rumble di Gianni Pettena per Poltronova (1967) e la sedia Myto di Konstantin Grcic per Plank (2008). Sul fronte più recente si trovano la lampada Ada di Marco Dessí per Lobmeyr (2026) e le Giraffe (Animal Factory) di Luca Boscardin per Magis (2026), fino a prototipi e proposte inedite come FiguraT del duo Dissegna (2026) o lo scooter Augment 360° di Christian Zanzotti (2026).

Temi e organizzazione del percorso

La mostra è articolata in dieci sezioni — Naturalia, Animali fantastici, Figure, Radicamenti, Altaquota, Girotondo, A incastro, Cameretta, A palla, Equilibrismi — ciascuna concepita per svelare un aspetto del rapporto tra gioco e progetto. Questi nuclei tematici trasformano la sala in un vero playground espositivo, dove archetipi del gioco come biglie, trottole e cerchi dialogano con esperienze di assemblaggio, equilibrio e narrazione figurativa.

Un allestimento che parla il linguaggio del territorio

L’allestimento, ideato da insalata-mista studio e realizzato dall’azienda altoatesina Barth, richiama suggestioni naturali e infantili: il bianco come sfondo e tocchi cromatici che orientano la visita, mentre il visual è firmato da Lucas Zanotto. Questa scelta scenografica mette in risalto la compresenza di radicamento locale e apertura internazionale che caratterizza la proposta curatoriale.

Metodologia curatoriale e orizzonti

Sciscioré nasce da una ricerca storico-scientifica condotta da Anna Quinz, già presentata in forma preliminare a EDIT Napoli 2026. L’intento è di mettere in discussione narrazioni semplificate del design alpino, mostrando come il gioco non sia mera evasione ma un vero e proprio metodo progettuale capace di connettere rigore tecnico e immaginazione.

Nella rassegna si incontrano figure storiche del progetto come Luciano Baldessari ed Ettore Sottsass Jr., designer contemporanei come Martino Gamper e Luca Boscardin, e una nuova generazione che lavora tra territorio e internazionalità, tra cui Ignacio Merino e Beatrice Harb. Artigiani e studi vicini al mondo dell’arte, come Paul Thuile e lo studio Sagaría, confermano la contaminazione tra pratiche progettuali diverse.

Con Sciscioré l’ADI Design Museum propone una riflessione su geografie del progetto spesso fuori dai centri convenzionali ma ricche di sperimentazione, sottolineando come il gioco possa essere uno strumento critico capace di tenere insieme memoria, produzione e sviluppo contemporaneo.

La mostra, aperta a Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026, offre così una mappa densa di riferimenti: dal patrimonio materiale delle valli trentine alla collaborazione con aziende come Sevi, La Sportiva e Salewa, fino a marchi internazionali che hanno scelto di lavorare con progettisti locali. Un invito a vedere il paesaggio alpino come fonte continua di ispirazione e come laboratorio dove il gioco diventa gesto progettuale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trento adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 32 · NO₂ 79 µg/m³