Il 19 maggio 2026 una chiamata d’emergenza ha movimentato la comunità di Bordiana, frazione del comune di Caldes in Val di Sole. Verso le 11:15 è stato segnalato un principio d’incendio concentrato sulla canna fumaria di un’abitazione: la notizia ha sollevato apprensione tra i residenti e ha richiesto un intervento immediato. Dal momento della segnalazione è partita la mobilitazione dei volontari: elemento che in contesti montani come la Val di Sole è cruciale per contenere i rischi prima che si aggravino. In questa fase iniziale il ruolo della comunicazione tempestiva e della coordinazione tra squadre è risultato determinante.
L’azione delle squadre di soccorso
I vigili del fuoco volontari di Caldes, raggiunti dai colleghi di Malè dotati di autoscala, hanno operato senza indugi per contenere il rogo. Una volta raggiunta la sommità dell’edificio i pompieri hanno proceduto a smorzare le fiamme utilizzando attrezzature specifiche e tecniche consolidate per gli incendi da canna fumaria. L’intervento è durato pochi istanti ma è stato intenso: l’obiettivo principale era evitare la propagazione alle strutture lignee della copertura e ai materiali di isolamento. La rapidità di intervento e la sinergia tra le squadre hanno ridotto al minimo le conseguenze, dimostrando l’efficacia delle procedure operative dei corpi volontari.
Tempestività e prevenzione in azione
La prontezza dei soccorsi ha fatto la differenza: grazie alla tempestività le fiamme sono state circoscritte prima che potessero raggiungere la copertura dell’edificio. È importante sottolineare come la prevenzione, intesa come manutenzione regolare e controlli della canna fumaria, rappresenti il primo presidio contro eventi simili. Nel corso della stessa mattinata si era registrato un intervento analogo nella frazione di Lanza, dove i vigili del fuoco di Rumo erano intervenuti per un problema alla canna fumaria; episodi ripetuti in poche ore ricordano quanto sia fondamentale la cura delle canne fumarie e l’attenzione all’uso degli impianti di riscaldamento.
Perché le canne fumarie prendono fuoco
Gli incendi alle canne fumarie sono spesso il risultato di accumulo di fuliggine e residui di combustione, che con il tempo formano incrostazioni altamente infiammabili. Altri fattori comuni sono il funzionamento scorretto degli impianti, l’uso di combustibili non appropriati o l’assenza di controlli periodici. In presenza di venti o di ristretti spazi di areazione il calore può aumentare e favorire l’innesco. Comprendere questi meccanismi aiuta a prevenire i sinistri: la manutenzione, la pulizia professionale e l’installazione secondo le normative sono misure essenziali per ridurre il rischio di incendi.
Consigli pratici per i residenti
Per diminuire la probabilità di un incendio alla canna fumaria è consigliabile eseguire pulizie annuali effettuate da personale qualificato, utilizzare solo combustibili idonei e verificare lo stato delle guaine e dei comignoli. L’installazione di rilevatori e misure antincendio domestiche rappresenta un ulteriore livello di protezione. Una buona pratica è anche quella di informarsi sulle corrette procedure di accensione e spegnimento degli impianti: la formazione degli utenti e il ricorso a controlli periodici possono trasformarsi in azioni concrete per la sicurezza delle abitazioni in montagna e nelle aree rurali.
Esiti dell’intervento e indicazioni finali
Al termine dell’operazione i soccorritori hanno potuto constatare che l’incendio era stato domato e che la struttura dell’abitazione non aveva riportato danni estesi alla copertura. I presenti hanno accolto con sollievo l’esito positivo: la collaborazione tra volontari e la corretta dotazione di mezzi, come l’autoscala, si è rivelata determinante. Questo episodio, avvenuto il 19 maggio 2026, funge da monito sulla necessità di controlli regolari e sulla centralità della prevenzione. Per chi vive in zone montane o in centri storici, la lezione è chiara: investire nella manutenzione e nella formazione è la miglior strategia per limitare i rischi domestici.



