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Raduno neonazista in Trentino: la società civile e la politica contro l’evento

Associazioni, partiti e istituzioni del Trentino si mobilitano contro il raduno neonazista previsto a Pietramurata dal 3 al 6 settembre. Scopri le ultime novità e le reazioni alla notizia.

Raduno neonazista in Trentino: la società civile e la politica contro l’evento

Pietramurata — Una delegazione di associazioni e cittadini ha consegnato alla commissaria del Governo, Isabella Fusiello un appello per chiedere l’annullamento del raduno neonazista «Ritorno a Camelot» previsto dal 3 al 6 settembre in un terreno privato a Pietramurata nel comune di Dro. Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2026.

La mobilitazione ha coinvolto organizzazioni del territorio e rappresentanti politici perché l’evento è organizzato dall’associazione culturale di estrema destra Veneto Fronte Skinhead e si teme la promozione di ideologie contrarie alla Costituzione e all’Autonomia speciale.

Reazioni politiche e istituzionali

Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La deputata trentina del PD Sara Ferrari si è unita all’appello rivolto al Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza affinché non autorizzi manifestazioni di carattere antidemocratico.

Il PD regionale ha chiesto un intervento diretto al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e alla commissaria Fusiello per ottenere il divieto. Anche il Movimento 5 Stelle territoriale ha aderito all’appello delle associazioni.

Iniziative locali e voci della società civile

La sindaca di DroGinetta Santoni ha convocato un consiglio comunale d’urgenza e ha espresso l’auspicio che l’evento venga annullato. La sindaca di RoveretoGiulia Robol ha definito l’evento “una ferita per il nostro tessuto sociale e un’offesa ai valori di pace su cui si regge la convivenza civile”.

Tra i firmatari dell’appello sono comparsi nomi di rilievo dell’associazionismo locale: Andrea Grosselli, Walter Largher e Michele Bezzi, oltre a Walter Nicoletti delle Acli Trentine e Marta Anderle dell’Anpi. Nicoletti ha riferito che il commissario del Governo e il questore hanno assicurato massima attenzione e che il personale della Procura della Repubblica parteciperà alla riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza.

Motivazioni dell’appello e timori per l’ordine pubblico

Gli organizzatori hanno pubblicizzato concerti, conferenze e stand, ma le associazioni hanno sottolineato la forte connotazione politica dell’iniziativa, collegata a pratiche e simboli riconducibili al nazifascismo. I promotori dell’appello hanno scritto: “La richiesta è chiara: quell’evento non va autorizzato perché si ispira a ideologie naziste, fasciste, razziste e xenofobe chiaramente contrarie ai valori della Costituzione e dell’Autonomia speciale che in quei giorni festeggia il suo ottantesimo anniversario”.

Andrea La Malfa, presidente di Arci del Trentino, ha detto che si tratta di “una manifestazione nazista” e ha definito la situazione “fuori dal contesto democratico”. La mobilitazione cittadina ha programmato una manifestazione pubblica a Pietramurata per il 3 settembre per opporsi all’evento.

Iter decisionale e prospettive

Walter Nicoletti ha dichiarato: “Ci auguriamo che domani la decisione sia di fermare il raduno” e ha confermato che la decisione definitiva passerà per il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. È prevista la partecipazione di rappresentanti della Procura della Repubblica alla riunione del Comitato, chiamato a valutare autorizzazioni e rischi per l’ordine pubblico.

Il confronto tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti della società civile rimane aperto mentre proseguono le adesioni all’appello e le iniziative locali contro il raduno.

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