Dal 3 al 6 settembre, la frazione di Pietramurata, nel comune di Dro, in Trentino, sarà al centro dell’attenzione per l’evento neonazista Ritorno a Camelot organizzato dal Veneto Fronte Skinheads (Vfs). L’evento, che si terrà negli spazi esterni dell’Hotel Ciclamino ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza e ha scatenato proteste da parte della società civile.
Il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica presieduto dalla commissaria del Governo Isabella Fusiello ha confermato che l’evento non sarà vietato, ma sarà monitorato attentamente. La decisione è stata presa dopo una riunione che ha visto la partecipazione del questore di Trento, Nicola Zupo e della Digos.
Misure di sicurezza e dispiegamento delle forze dell’ordine
Per garantire l’ordine pubblico, saranno impiegati circa 120-140 agenti della polizia di Stato dei carabinieri e della guardia di finanza dal 2 fino al 6 settembre. Alcuni agenti saranno presenti anche all’interno dell’hotel per monitorare i comportamenti dei partecipanti, che potrebbero ammontare a circa 300-400.
La commissaria Fusiello ha sottolineato che Dro sarà vigiliata per evitare contatti tra gruppi contrapposti. Inoltre, ha rassicurato che la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella prevista per il 5 settembre a Trento per celebrare gli 80 anni dell’Accordo tra De Gasperi e Gruber non sarà influenzata dall’evento neonazista.
Proteste e critiche politiche
L’evento ha suscitato forte opposizione da parte di associazioni e cittadini. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Angelo Bonelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo che il raduno venga fermato. Bonelli ha definito l’evento apertamente nazista, razzista, antisemita e suprematista in contrasto con i principi della Costituzione.
Anche il Pd attraverso l’onorevole Sara Ferrari ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non autorizzino manifestazioni antidemocratiche. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli ha annunciato la sua partecipazione a una manifestazione antifascista prevista per il 3 settembre.
Il programma dell’evento e i precedenti
Il raduno Ritorno a Camelot non sarà solo musicale, ma includerà anche conferenze, dibattiti e momenti di aggregazione politica. Negli anni passati, l’evento ha attirato un numero significativo di partecipanti, con circa 1.200 persone nel 2001 e quasi 2.000 in una successiva edizione.
La natura riservata della location e la possibile presenza di gruppi antagonisti rendono la gestione della sicurezza particolarmente complessa. Le forze dell’ordine dovranno affrontare sfide legate alla gestione degli arrivi, alla sicurezza dell’area e al rischio di tensioni tra fazioni politicamente contrapposte.



