In una piccola frazione del Trentino, una questione burocratica sta mettendo a rischio la sicurezza di tre giovani studenti. A Stumiaga, frazione di Fiavè, tre bambini di quarta e quinta elementare sono stati esclusi dal servizio di trasporto scolastico perché la loro abitazione dista solo 960 metri dalla scuola primaria. La Provincia di Trento stabilisce infatti che il servizio sia garantito solo per chi abita oltre il chilometro di distanza.
La situazione è particolarmente delicata perché il percorso alternativo che i bambini dovrebbero percorrere a piedi è privo di marciapiede e caratterizzato dal transito frequente di mezzi pesanti autobus e veicoli agricoli. La strada statale 421, infatti, non offre sufficienti garanzie di sicurezza, soprattutto nei mesi invernali o in condizioni meteorologiche avverse.
Il sindaco di Fiavè, Beniamino Bugoloni ha espresso forte preoccupazione per la situazione. “Non è possibile – ha dichiarato – mettere tre bambini di 9 e 10 anni su una statale solo perché non si risponde al requisito di un chilometro. Penso che sia più una questione burocratica che di sostanza.” Il primo cittadino ha proposto diverse soluzioni, tra cui modificare il percorso del pulmino per includere i tre bambini esclusi.
“Il pulmino – riflette Bugoloni – potrebbe fare la prima corsa e poi tornare a recuperare gli altri. Sarebbero cinque minuti e qualche chilometro in più. I conducenti non hanno un servizio successivo da fare, potrebbero allungare la tratta e verrebbero pagati Sennò vado a caricarli io.” Il sindaco ha già scritto agli assessori provinciali dei trasporti e dell’istruzione per trovare una soluzione.
La risposta della Provincia e le verifiche in corso
L’assessore ai trasporti della Provincia Mattia Gottardi, ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere la questione. “In questo caso – spiega – i richiedenti e con requisiti colmano la capienza e quindi le famiglie hanno ricevuto comunicazione di non disponibilità. Quando il numero di iscritti rimane costante non ci sono problemi, se ci sono posti liberi sul mezzo i bambini vengono caricati.” Gottardi ha anche sottolineato che i numeri definitivi delle scuole vengono comunicati con poco preavviso, causando disagi simili in altri territori.
L’assessora provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa, ha affermato che la Provincia è al lavoro per garantire una soluzione in tempi brevi. “Proprio perché viene posta una questione relativa alla sicurezza del percorso che i bambini dovrebbero affrontare per raggiungere la scuola, sono già state fatte le necessarie verifiche e la Provincia è al lavoro per arrivare a un riscontro positivo in tempi brevi, compatibilmente con l’imminente avvio dell’anno scolastico.” Gerosa ha ribadito l’importanza di garantire ai bambini la possibilità di andare a scuola in condizioni di sicurezza.
Le preoccupazioni delle famiglie e le attese per il nuovo anno scolastico
Le famiglie dei tre bambini esclusi dal servizio di trasporto scolastico sono in attesa di una soluzione prima dell’inizio delle lezioni, previsto per il 10 settembre. La priorità è assicurare un tragitto sicuro per i figli e avere risposte entro l’inizio delle lezioni. La Provincia ha previsto una nuova valutazione entro il 10 ottobre, ma le famiglie chiedono una soluzione immediata.
La vicenda di Fiavè solleva importanti questioni sulla necessità di revisionare le normative relative al trasporto scolastico, tenendo conto non solo delle distanze, ma anche della sicurezza dei percorsi alternativi. La speranza è che questa situazione possa portare a un cambiamento che garantisca a tutti i bambini il diritto a un trasporto scolastico sicuro e adeguato.



