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Domenico Caliendo: la perizia rivela come si sarebbe potuto salvare il bambino

La super perizia sul caso di Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore fallito, rivela una serie di errori medici che avrebbero potuto essere evitati. La famiglia chiede giustizia.

Domenico Caliendo: la perizia rivela come si sarebbe potuto salvare il bambino

La vicenda di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore fallito, ha preso una nuova svolta con il deposito della super perizia. La relazione, redatta dai periti Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorin, ha scatenato reazioni forti da parte della famiglia e degli avvocati coinvolti.

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, ha espresso tutta la sua rabbia e il suo dolore in una diretta su Rai 2, affermando che la perizia conferma ciò che la famiglia sostiene da mesi: una catena di errori dall’inizio alla fine. La famiglia è rappresentata dall’avvocato Francesco Petruzzi, che ha illustrato i punti salienti della perizia.

La perizia rivela gli errori che avrebbero potuto salvare Domenico

Secondo la perizia, Domenico si sarebbe potuto salvare se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart il cuore artificiale extracorporeo. L’avvocato Petruzzi ha dichiarato che questa ipotesi non è stata valutata e che, se fosse stata presa in considerazione, Domenico avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%. La perizia ha anche evidenziato diverse descrizioni cronologiche dei punti nodali dell’atto operatorio, bozze del referto modificate e versioni cambiate.

La famiglia Caliendo è convinta che il cuore arrivato da Bolzano non sia stato verificato adeguatamente e che ci siano state gravi negligenze. Patrizia Mercolino ha dichiarato: “Hanno giocato con la vita di mio figlio e hanno pensato di poter nascondere tutto. Io sarò sempre calma ma voglio giustizia.”

Le reazioni degli avvocati e dei medici

Gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, che rappresentano il cardiochirurgo Guido Oppido, hanno dichiarato che la perizia smentisce ogni profilo di censura in ordine all’intervento operatorio. Tuttavia, l’avvocato Petruzzi ha chiesto alla Procura di valutare l’ipotesi di contestare l’omicidio volontario al posto del colposo.

La discussione dell’incidente probatorio è stata rinviata al 12 e 13 novembre prossimi. Intanto, i legali dei due cardiochirurghi hanno chiesto la revoca della sospensione temporanea dalla professione medica per Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni. Per Bergonzoni, la decisione è attesa nelle prossime ore, mentre per Oppido è arrivato un nuovo rinvio al 21 settembre.

Le responsabilità di Bolzano e le scelte mediche

La perizia ha anche evidenziato le responsabilità dell’equipe di Bolzano, che ha utilizzato ghiaccio secco per trasferire il cuore del donatore, causando lesioni alle fibre muscolari. Secondo i periti, l’uso del Berlin Heart avrebbe concesso una tempistica diversa e più duratura, consentendo un secondo trapianto che avrebbe potuto garantire la sopravvivenza del bambino.

Invece, l’uso dell’Ecmo, un macchinario per la circolazione extracorporea, ha causato danni agli altri organi, rendendo Domenico non più trapiantabile già a inizio gennaio. La famiglia Caliendo continua a chiedere giustizia e a promettere che non si arrenderà fino a quando non sarà fatta chiarezza su quanto accaduto.

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