Nel mese di settembre la Ciclovia del Garda è tornata al centro del dibattito pubblico. Durante il sopralluogo della Terza commissione consiliare a Riva del Garda, la consigliera provinciale Lucia Coppola ha sottolineato una serie di criticità che, a suo avviso, richiedono una risposta immediata da parte della Giunta provinciale.
Le osservazioni sollevate da Coppola spaziano dalla sostenibilità economica dell’intervento, passando per l’impatto ambientale su uno dei tratti più delicati del lago, fino alla sicurezza geologica della zona. In pratica, la consegna è un’interrogazione formale che chiede di fare il punto su tutti i fronti che rischiano di compromettere l’utilità finale dell’opera.
Costi aggiuntivi per la riprofilatura delle gallerie Limniadi e Titani
Secondo le informazioni raccolte dalla consigliera, la modifica delle gallerie Limniadi (unità funzionale Uf 3.2) e Titani (unità funzionale Uf 3.3) richiederà un investimento extra stimato in oltre 2 milioni di euro. La cifra sarebbe emersa dalle clausole contrattuali della determina n. 9998 del 10 settembre, legata all’affidamento della relazione paesaggistica. Coppola sostiene che tale onere non è stato comunicato in modo trasparente né al consiglio né al cittadino, ponendo quindi il quesito su quale sia l’effettivo importo e le modalità di finanziamento previste.
Impatto paesaggistico e interventi sulle pareti rocciose
Il progetto prevede scavi, sbancamenti, allargamenti di gallerie e la costruzione di strutture a sbalzo sui fianchi della montagna. Tali interventi, secondo la consigliera, potrebbero compromettere irreversibilmente uno dei tratti più iconici del Garda, dove le pareti rocciose sono parte integrante del valore scenico e naturalistico. L’interrogazione richiede alla Giunta di fornire le valutazioni di impatto paesaggistico elaborate finora e le misure di mitigazione adottate per limitare l’effetto visivo e ambientale di questi lavori invasivi.
Problematiche geologiche e crolli in corso d’opera
Crolli segnalati dal 2021 al 2025
Gli studi del prof. Eugenio Castelli dell’Università di Trieste, iniziati nel 2001, avevano già evidenziato la fragilità dell’ammasso roccioso lungo la vecchia Gardesana. Tale vulnerabilità è stata confermata da una serie di eventi: crolli nella Uf 1.1 nei 2021 e 2024, il distacco di un diedro roccioso nella Uf 1.2 nel maggio 2024 e le criticità di una faglia riscontrate con la Variante 5 del maggio 2025, relativa all’accesso alla Tagliata del Ponale. Questi episodi sottolineano la necessità di una costante attenzione al comportamento del substrato roccioso durante l’avanzamento dei lavori.
Le richieste della consigliera Coppola alla Giunta provinciale
Coppola ha chiesto alla Giunta un aggiornamento dell’analisi costi-benefici includendo non solo le spese aggiuntive per le gallerie, ma anche il valore delle risorse impiegate per le varianti dovute ai cedimenti geologici. La domanda comprende inoltre la volontà di conoscere l’importo complessivo attuale stanziato per affrontare gli imprevisti legati a frane e distacchi rocciosi, nonché le garanzie che la Provincia intenda offrire per preservare la stabilità del versante Trentino lungo l’intera percorrenza della ciclovia.
La risposta della Giunta determinerà se il progetto potrà proseguire con le correzioni richieste, oppure se sarà necessario riconsiderare l’intera fattibilità dell’opera.



