Martedì pomeriggio la Prima Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento ha ospitato l’audizione di Gennaro Sansone, direttore della filiale trentina della Banca d’Italia. L’incontro, tenutosi a Palazzo Trentini, è stato aperto dal presidente del Consiglio provinciale, Carlo Daldoss, e ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri, con ampio spazio a domande e osservazioni. Sansone ha illustrato i risultati del rapporto annuale “L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano”, pubblicato a giugno.
Crescita economica contenuta ma diffusa nel 2025
Secondo i dati presentati, l’economia della provincia di Trento ha registrato una crescita dello 0,5% nel 2025, allineata alla media nazionale. Il modestissimo rialzo è stato alimentato da una ripresa degli investimenti pubblici e privati e da un leggero aumento dei consumi delle famiglie. Il settore dei servizi ha trainato la performance, con il turismo che ha superato i 20 milioni di presenze e un incremento dei ricavi di commercio all’ingrosso e trasporti superiore al 10%. Tali dinamiche positive sono state però contrastate da una domanda estera debole e da tensioni geopolitiche che hanno raffreddato la fiducia degli operatori.
Industria e export in contrazione
L’analisi di Sansone ha evidenziato che l’industria trentina ha continuato a soffrire di incertezza congiunturale. I ricavi sono diminuiti leggermente e le esportazioni in termini reali hanno subito un calo superiore al 4%. I settori più colpiti sono la componentistica auto, il tessile e le calzature, con una perdita di quote di mercato soprattutto in Germania e Austria, ma anche negli Stati Uniti e in Cina. Nonostante ciò, le imprese hanno iniziato a diversificare i mercati di sbocco, attenuando in parte la dipendenza da pochi grandi partner commerciali.
Costruzioni, PNRR e preparativi per le Olimpiadi
Un punto di forza rimane la categoria delle costruzioni. Il PNRR ha alimentato spese di capitale degli enti territoriali, che sono aumentate del 25%, con ricadute positive sull’occupazione e sull’indotto. Inoltre, le opere legate ai Giochi olimpici e paralimpici invernali 2026 hanno generato nuovi cantieri e richieste di manodopera qualificata, sostenendo ulteriormente il tessuto produttivo locale.
Mercato del lavoro e dinamiche salariali
Il mercato del lavoro si presenta solido: gli occupati sono cresciuti dell’1,5% pari a circa 2 700 nuovi posti, quasi tutti a tempo indeterminato. Il tasso di partecipazione ha raggiunto il 73,6%, ben al di sopra della media nazionale (66,7%). La quota di giovani NEET è scesa al 6,7% dal 13,3% italiano, segnale positivo per l’inclusione giovanile. Tuttavia, le ore di cassa integrazione autorizzate sono aumentate del 10,4%, soprattutto nell’industria, indicando una persistenza di fragilità occupazionale in alcuni comparti.
Salari, inflazione e condizioni di credito
Le retribuzioni contrattuali del 2025 sono cresciute di circa il 3%, superando l’inflazione del 2,5%. Nonostante il rialzo, il confronto storico dal 2008 al 2023 mostra una perdita reale del potere d’acquisto di circa l’8%, più marcata rispetto al Nord (-3,8%) e all’Italia intera (-6,2%). Il reddito disponibile reale delle famiglie è aumentato dello 0,8% e i consumi dell’1%. Il costo medio dei mutui per l’acquisto della casa è sceso dal 4,3% al 3,7%, mentre il tasso medio per i finanziamenti alle imprese si aggira intorno al 3,8%. La qualità del credito rimane elevata, con un tasso di deterioramento dello 0,8%, ben al di sotto della media nazionale.
Problema abitativo, povertà e divario con Bolzano
Nel 2025 le compravendite residenziali hanno registrato un forte aumento e i prezzi delle case sono cresciuti del 3,2%. L’ampio salto dei costi immobiliari, a fronte di una crescita salariale più contenuta, rende più arduo l’accesso alla proprietà, soprattutto per le giovani famiglie. La povertà relativa nel triennio 2022-2024 ha colpito l’8,9% della popolazione di Trento, contro il 4,1% di Bolzano e il 14,5% a livello nazionale. Sansone ha sottolineato la necessità di strumenti più fini per analizzare la distribuzione della ricchezza, perché i dati medi nascondono una possibile forbice crescente tra chi sta meglio e chi sta peggio. La discussione ha inoltre toccato il ruolo del sostegno familiare, dei mutui cointestati e della previdenza complementare, elementi ritenuti fondamentali per mitigare le difficoltà abitative e per rafforzare la resilienza economica della regione.



