Nel cuore della Val Pusteria, precisamente a Plan de Corones, la quiete mattutina è stata spezzata da un grave incidente di parapendio. Un volatore, in cerca di ali sopra le cime, ha involontariamente colpito il cavo di una teleferica subendo una brusca discesa di circa una decina di metri. L’impatto è stato violento, e la conseguenza più immediata è stata la perdita di controllo dell’apparecchio di volo.
Il soccorso è arrivato in tempi rapidi grazie all’intervento del soccorso alpino. Dopo aver localizzato il pilota in condizioni critiche, gli operatori hanno predisposto un tiro di soccorso con un elicottero per trasportarlo all’ospedale di Bolzano, dove è stato ricoverato con ferite gravi. Le autorità locali hanno subito avviato le indagini per comprendere le dinamiche esatte dell’incidente e valutare eventuali miglioramenti nelle misure di sicurezza dei voli sportivi nella zona.
Incidente a Plan de Corones: dettagli e risposta dei soccorsi
Secondo le testimonianze dei volatori presenti, il parapendio si trovava a quota intermedia quando il profilo del cavo della teleferica per il trasporto del fieno è comparso improvvisamente nella traiettoria di volo. La manovra di evitamento non è stata sufficiente a impedire lo scontro, provocando la rottura del parapendio e la caduta libera del pilota. Il cavo non segnalato in maniera adeguata da una segnaletica luminosa, è risultato essere il fattore critico dell’incidente.
Diniche di soccorso in alta quota
Il soccorso alpino ha operato con una squadra di paramedici esperti in interventi su terreni impervi. Grazie a una combinazione di elicotteri dotati di cinghie di estrazione e di personale di primo soccorso, è stato possibile eseguire il ritiro del paziente in una zona dove il terreno era troppo ripido per i mezzi terrestri. L’elicottero ha effettuato l’evacuazione in volo e l’ha conclusa all’ospedale di Bolzano, dove il paziente è stato immediatamente sottoposto a cure intensive.
Il precedente tragico di Rémi Bourdelle a Passo Rombo
Il giorno di oggi risuona con l’eco di un evento avvenuto un mese fa, quando il rinomato atleta francese di parapendio, Rémi Bourdelle è morto durante la competizione “Dolomiti Superfly”. In quella occasione, l’atleta, che partecipava a una gara di trekking e volo, aveva urtato lo stesso tipo di cavo della teleferica per il fieno nei pressi di Passo Rombo. La differenza più drammatica riguarda la discesa: Bourdelle è precipitato per circa sessantina di metri, con conseguente decesso sul colpo.
Dolomiti Superfly e i rischi dell’evento
La manifestazione “Dolomiti Superfly” riunisce ogni anno numerosi appassionati di parapendio provenienti da tutto il mondo, attirando sia atleti professionisti che amatori. Tuttavia, la presenza di infrastrutture come i cavi di trasporto nelle aree di volo rappresenta un rischio intrinseco, soprattutto quando la segnaletica è poco visibile o quando le condizioni atmosferiche creano riflessi ingannevoli. Dopo la tragedia di Bourdelle, gli organizzatori hanno avviato una revisione delle rotte di volo consentite, ma la recente vicenda a Plan de Corones dimostra che il pericolo persiste.
Entrambi gli eventi evidenziano la necessità di un coordinamento più stretto tra le autorità locali, gli organizzatori di gare e i piloti. L’adozione di sistemi di segnalazione luminosa, l’installazione di avvisi acustici e la formazione specifica sui percorsi di volo vicino a infrastrutture fisse sono misure che potrebbero ridurre la probabilità di ulteriori incidenti. Nel frattempo, la comunità del parapendio osserva con apprensione le indagini in corso, sperando che le lezioni apprese possano tradursi in una pratica più sicura per tutti gli amanti del volo libero.



