Nel corso di un filo di indagine avviata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sono state eseguite perquisizioni coordinate dal Ros e dalla Digos in numerose località italiane. L’operazione ha interessato un totale di 17 persone di cui 14 minorenni sospettate di attività legate a ideologie di suprematismo bianco e di promozione di violenza contro gruppi etnici e religiosi.
Le autorità hanno agito in stretta collaborazione con i Comandi provinciali dei carabinieri e le Digos delle questure coinvolte, raccogliendo prove materiali e digitali per ricostruire la rete di contatti e le eventuali intenzioni operative dei soggetti indagati. L’approccio investigativo è stato mirato a comprendere sia la dimensione territoriale sia quella virtuale dell’organizzazione.
Estensione territoriale delle perquisizioni
Le attività di ricerca si sono svolte nelle città di Trento, Roma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo e hanno coinvolto anche le Digos di Verona con supporto da Napoli, Brescia e nuovamente Trento. Ogni comando provinciale ha messo a disposizione squadre tattiche per eseguire gli sgominamenti, garantendo un intervento sincronizzato su scala nazionale. La varietà di luoghi testimonia la portata della rete, che si estende dal Nord al Sud del Paese, includendo sia centri urbani sia aree più periferiche.
Cosa è stato sequestrato
Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti coltelli, vessilli e altri oggetti riconducibili alla simbologia nazista nonché una mole di propaganda stampata e digitale. Tra i reperti figurano manuali di auto-addestramento, guide tecniche per la realizzazione di ordigni esplosivi artigianali e istruzioni per l’uso di armi bianche. Sono stati evidenziati anche documenti e manifesti legati all’organizzazione The Base un gruppo suprematista già noto a livello internazionale.
Materiali legati a The Base e altri gruppi online
Le indagini hanno messo in luce la diffusione di contenuti provenienti da The Base che includono video di attacchi terroristici, schemi di costruzione di esplosivi e discorsi di incitamento all’odio. Tali materiali sono stati trovati su dispositivi informatici sequestrati, confermando l’uso di tecnologie digitali per la propaganda e per la formazione di nuovi aderenti al movimento estremista.
Attività virtuali e gruppi di contatto
Le autorità hanno ricostruito una parte significativa dell’operatività dei sospetti all’interno di piattaforme online. Alcuni partecipavano alla Chat del Nuovo Ordine Europeo un gruppo chiuso dove venivano condivisi video, immagini e testi che esaltavano la figura di Hitler e di altri protagonisti di attacchi suprematisti, come Brenton Tarrant. Altri membri erano presenti nel Fronte Fascista Italiano dove si scambiavano messaggi apertamente antisemiti, omofobici e razzisti.
Un elemento particolarmente preoccupante è stato la presenza di sessioni di gaming online in cui gli utenti simulavano l’uccisione di persone appartenenti a minoranze etniche. Queste attività, documentate tramite registrazioni video e screenshot, dimostrano una tendenza a normalizzare la violenza attraverso ambienti virtuali, potenzialmente preparatori di gesti reali. L’analisi dei dispositivi afferra anche scambi di consigli su tecniche di costruzione di ordigni e su modalità di uso di armi da fuoco.
Al termine delle operazioni, la fase successiva prevede l’esame approfondito del materiale sequestrato, compresi i dati presenti sui telefoni cellulari e sui computer, per definire con maggiore precisione i legami tra gli indagati, le loro attività offline e online e la possibile esistenza di progetti operativi concreti. La giustizia minorile seguirà le procedure specifiche previste per i 14 minorenni coinvolti, garantendo un percorso giudiziario differenziato rispetto agli adulti.



