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Trentino: aumenti di spesa sanitaria e problemi abitativi nella Settimana 2026

Le cifre presentate durante la Settimana dell'Accoglienza mostrano un aumento della spesa sanitaria privata, problemi di affitto e un carcere sovraffollato, segnalando nuove sfide per la sicurezza dei trentini.

Trentino: aumenti di spesa sanitaria e problemi abitativi nella Settimana 2026

Venerdì 25 settembre il polo diocesano “Vigilianum” di Trento ha ospitato l’apertura della Settimana dell’Accoglienza 2026, organizzata dal Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) del Trentino-Alto Adige. Il tema scelto, Sicurezze: vivere la comunità ha guidato una serie di interventi volti a dipingere il quadro della sicurezza in tutte le sue sfaccettature: sanitaria, lavorativa, abitativa e carceraria. Il consigliere nazionale Michelangelo Marchesi, presidente della cooperativa Villa Sant’Ignazio, ha illustrato una serie di dati che evidenziano le criticità emergenti nella regione.

Salute: spesa privata alle stelle e rinunce ai controlli

Secondo il rapporto diffuso durante la conferenza, il costo medio della spesa sanitaria privata per un trentino è di circa 800 euro all’anno di cui 603 euro sono destinati a visite ed esami. In dieci anni la spesa privata per la salute è aumentata del 40% posizionandosi tra i valori più alti d’Italia. Questa crescita si traduce in un fenomeno preoccupante: il 4,6% della popolazione della regione rinuncia a effettuare accertamenti medici, mentre il 7,4% evita visite specialistiche, superando la media nazionale (6,2%). In termini numerici si contano 40.000 cittadini, ovvero 17.000 famiglie, che non si curano – per almeno un quarto a causa dei costi eccessivi.

Liste d’attesa e tempi di diagnosi

Il dato più allarmante riguarda le liste d’attesa: a giugno 2026 il Trentino occupa l’ultimo posto in Italia per le prime visite ambulatoriali, con solo il 54,7% delle prestazioni erogate entro i termini previsti (un calo dell’8,4%). Per gli esami diagnostici la situazione è leggermente migliore, con il 77% dei risultati consegnati nei tempi stabiliti, ma resta comunque al di sotto della media nazionale. Queste evidenze suggeriscono che, nonostante l’investimento pubblico nella sanità (1,63 miliardi di euro), la crescente pressione sulla domanda privata sta erodendo l’accesso equo alle cure.

Lavoro, lavoro irregolare e povertà crescente

Il mercato del lavoro trentino presenta contraddizioni marcate. Il sindacato stima che nella sola provincia di Trento operino circa 21.600 lavoratori irregolari, con un giro d’affari di 728 milioni di euro. Parallelamente, il 2025 ha registrato 17 decessi sul lavoro nell’intera regione (sette in Trentino), un tasso che supera la media nazionale. Nonostante la disoccupazione sia ai minimi storici, il fenomeno del lavoro povero colpisce 50.000 persone che vivono al di sotto della soglia di povertà o vi sono a rischio. Questa combinazione di irregolarità contrattuale, incidenti e precarietà alimenta una spirale di vulnerabilità economica.

Abitazioni, sovraffollamento e sicurezza carceraria

Il comparto abitativo è altrettanto critico: il 12% delle famiglie trentine non può sostenere un affitto a prezzo di mercato e non ha accesso all’edilizia pubblica. Inoltre, il 34,2% dei minori che vivono in condizioni di povertà relativa risiede in abitazioni sovraffollate, collocando la regione al quarto posto a livello nazionale per questo parametro. Parallelamente, il carcere di Trento ospita 440 detenuti in una struttura pensata per 240 posti, evidenziando un tasso di sovraffollamento del 83%. Il 70% dei detenuti che esce dal sistema penitenziario ritorna poi a commettere reati, un chiaro segnale di inefficacia del modello attuale. Le autorità spendono 3,4 miliardi di euro all’anno per la gestione penitenziaria, con un costo di 150 euro al giorno per detenuto, evidenziando l’impatto economico di una sicurezza carceraria insufficiente.

Affrontare queste problematiche richiederà interventi coordinati tra istituzioni, enti sociali e mondo del lavoro, per garantire che la sicurezza diventi davvero un bene relazionale capace di tutelare l’intera comunità.

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