Domenica 27 settembre 2026 il Poplar Festival ha nuovamente portato alla ribalta il mausoleo di Cesare Battisti situato nella valle dell’Adige a Trento. Il monumento, custodito dall’associazione Entropia APS durante i quattro giorni di evento, è stato oggetto di accuse da parte del consigliere comunale Giuseppe Urbani, il quale lo ha definito “adibito a deposito, una mancanza di rispetto”.
Il ruolo di Entropia APS nella valorizzazione del mausoleo
Da quando Entropia APS ha iniziato a gestire il sito nel 2017, l’organizzazione ha sistematicamente restituito alla comunità il monumento pulito e ordinato. Quest’anno, come negli anni precedenti, è stato installato un impianto di illuminazione architettonica a spese dell’associazione. Le luci sono state scelte con colori fissi e tenui per mettere in risalto la struttura senza alterarne la percezione. Bocchio ha spiegato che “l’impianto fa sì che il monumento sia valorizzato, peraltro a nostre spese, con un’illuminazione architetturale dai colori fissi e tenui”.
Visibilità estesa alla valle dell’Adige
Grazie a questo impianto, il mausoleo è rimasto visibile non solo al pubblico del festival, stimato intorno alle 14.000 persone ma a tutta la valle dell’Adige. L’organizzazione ha inoltre dedicato una sezione sul proprio sito web alla storia del Doss Trento e di Cesare Battisti, contribuendo a far conoscere il patrimonio storico alle nuove generazioni.
Le critiche di Urbani e la difesa di Bocchio
Il consigliere Urbani ha accusato l’organizzazione di aver trasformato il mausoleo in un deposito di cavi e attrezzature, sostenendo che ciò dimostrasse una grave mancanza di rispetto. Bocchio ha definito l’interrogazione “sproporzionata” e ha chiarito che le foto mostrate mostrano “l’attrezzatura tecnica dell’impianto di illuminazione”, necessaria per l’allestimento. Ha inoltre sottolineato che tutti i materiali vengono rimossi al termine dell’evento, restituendo il monumento nello stato originale.
Un piatto di carta e i cannoni Ansaldo
Una foto che ha alimentato la polemica mostrava un piatto di carta appoggiato temporaneamente su uno dei cannoni Ansaldo del 1918. Bocchio ha spiegato che un volontario, per pochi minuti, aveva posato il piatto mentre riempiva una borraccia; subito dopo il materiale è stato rimosso e i cannoni sono stati puliti. I cannoni, esposti da anni alle intemperie, sono già parzialmente rovinati e l’organizzazione provvede alla loro manutenzione durante il festival.
Sicurezza dei tecnici
Le accuse riguardo alla mancanza di caschi sono state pure respinte. Secondo Bocchio, “i tecnici e i volontari addetti allo smontaggio avevano tutti gli strumenti necessari a garantire la propria sicurezza, come ad esempio i guanti da lavoro e le scarpe infortunistiche”.
Proposta di manutenzione straordinaria del prato
Un altro punto sollevato riguarda lo stato del prato del Doss Trento, compromesso dalle recenti piogge e dal transito di migliaia di persone. Bocchio ha riconosciuto il danno, definendolo “inevitabile” date le condizioni meteorologiche, e ha avanzato al Comune una proposta di manutenzione straordinaria. L’idea prevede interventi periodici di arieggiatura e ripristino, coordinati con un tecnico specializzato, per conciliare la presenza del festival con la tutela del verde, come avviene in altri parchi europei. L’organizzazione è in attesa di una risposta dell’amministrazione e si dice pronta a collaborare per realizzare i lavori.



