Il 29 settembre 2026, verso le 10.08, un tragico incidente stradale ha colpito la zona di via Garibaldi, proprio di fronte all’ingresso del Waltherpark. Una bambina di quattro anni, Jamila K., è stata travolta da un furgone in fase di manovra sul marciapiede che collega il centro commerciale alla fermata dell’autobus. La dinamica, ricostruita dalle prime ricostruzioni, indica che la piccola si è staccata dalla madre, assorbita dal display degli orari, e pochi secondi dopo è finita sotto il veicolo.
L’incidente in via Garibaldi
Il furgone si trovava sul marciapiede esterno alla carreggiata, area non destinata a operazioni di carico e scarico. L’impatto è avvenuto all’altezza della portiera del passeggero, presumibilmente nell’angolo cieco dell’autista, che non ha avuto il tempo di percepire la presenza della bambina. Testimoni oculari, tra cui una passante che viaggiava sullo stesso treno della famiglia, hanno descrito la scena con sgomento: “Eravamo sulla fermata dell’autobus, ho sentito le grida e ho visto Jamila sotto il furgone”.
Soccorso, ricovero e fatalità
La madre di Jamila è stata la prima a notare l’accaduto, ma non è ancora chiaro se abbia potuto estrarre la figlia dal veicolo. I soccorritori della Croce Bianca sono giunti in pochi minuti, hanno avviato la rianimazione e, una volta ritrovato il battito cardiaco, hanno trasportato la piccola all’ospedale San Maurizio. Nonostante gli sforzi, Jamila è deceduta poco dopo il suo arrivo. I funerali si sono tenuti la stessa sera presso l’ospedale, e per domani è previsto il trasporto aereo della salma verso il Bangladesh.
Indagini preliminari
Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della Questura e della polizia locale. Il reparto di polizia stradale e antinfortunistica ha avviato le prime perizie e, entro le ore successive, la Procura ha disposto l’apertura di un fascicolo per omicidio stradale a carico del conducente del furgone. Gli inquirenti dovranno accertare eventuali responsabilità, tra cui la presenza di eventuali negligenze nella manovra e la visibilità dell’angolo cieco.
Reazioni istituzionali e comunitarie
Il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale: “In questa giornata di immenso dolore, la giunta comunale, l’amministrazione e tutta la città si stringono con profonda commozione attorno alla famiglia della piccola, alla quale esprimono le più sentite condoglianze e la massima vicinanza”. Sul posto della tragedia sono stati deposti un mazzo di fiori, un lumino e diverse offerte di peluche da parte dei cittadini.
L’associazione Pace Bangladesh rappresentata dal presidente Arfan Uddin ha dichiarato: “Mi dispiace tantissimo. Proprio domenica avevo visto Jamila e i suoi genitori a una festa di matrimonio della nostra comunità a Bolzano. Vogliamo stare loro vicini”. Uddin ha ricordato il padre, Zakir titolare e cuoco di un ristorante locale, arrivato in Italia dieci anni fa, e la madre, giunta circa un anno e mezzo fa con la famiglia.
Bilancio degli incidenti stradali a Bolzano nel 2026
Con la morte di Jamila, il numero delle vittime di incidenti stradali in città sale a quattro da inizio anno. Il 29 aprile era deceduta Anila Kurçani, 46 anni, investita da un camion mentre pedalava. Il 13 luglio Renato Polesel, 83 anni, è morto in via Resia per l’impatto con un’auto. Il 27 luglio Daniela Borchia, 68 anni, è stata investita su corso Libertà e la sua vita è finita il 4 agosto in ospedale.
Le autorità comunali hanno ribadito l’impegno a migliorare la sicurezza dei marciapiedi e delle aree pedonali, soprattutto nei pressi di grandi centri commerciali e fermate di trasporto pubblico, per evitare che tragedie simili si ripetano.



