Nel tardo pomeriggio di ieri la Guardia di Finanza di Bolzano ha messo in pratica una serie di misure cautelari contro due cittadini albanesi residenti nel Burgraviato. L’azione fa parte di un’inchiesta più ampia che coinvolge finora quattro persone sospettate di gestire un complesso traffico di cocaina nella zona di Bolzano e Merano.
Operazione di custodia a Bolzano e Merano
Le autorità hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare, rilasciate dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bolzano su istanza della Procura della Repubblica. Gli imputati, entrambi di nazionalità albanese, sono stati trattenuti nella stessa giornata, mentre i loro avvocati hanno presentato ricorsi in difesa.
Dettagli delle misure cautelari
Le ordinanze prevedono il divieto di avvicinamento a qualsiasi luogo legato all’attività criminale e il sequestro preventivo di beni ritenuti utili al reato. In aggiunta, le forze dell’ordine hanno notificato ai soggetti indagati l’obbligo di presentarsi periodicamente presso il tribunale per aggiornamenti sulla fase investigativa.
Le indagini: dallo stuprato serbo al fascio criminale
Il caso è emerso per la prima volta nell’aprile 2025, quando un cittadino serbo è stato fermato a Bolzano in flagranza di possesso di oltre 1,2 chili di cocaina e 7.500 euro in contanti. L’analisi dei dati estratti dal suo cellulare ha permesso di individuare i vertici di una rete che già operava da quasi cinque anni, come confermato da intercettazioni telefoniche.
Uso di tecnologie criptate e sedi operative
Dopo l’arresto del serbo, i sospetti hanno modificato rapidamente le proprie modalità: sono state attivate linee telefoniche criptate con numeri esteri e i proventi del traffico sono stati spostati in conti offshore. Le indagini hanno inoltre rivelato l’utilizzo di almeno tre garage a Merano intestati a terzi, dove la droga veniva confezionata e immagazzinata, con consegne ricostruite per un ulteriore quantitativo di circa 2 chili di cocaina.
Sequestri e perquisizioni delle Fiamme Gialle
Parallelamente alle misure cautelari, le Fiamme Gialle hanno condotto cinque perquisizioni nei pressi di Bolzano e Merano. Sono stati sequestrati smartphone con prove digitali, diverse dosi di stupefacente e una somma di 2.300 euro in contanti. Gli oggetti confiscati saranno esaminati per ricostruire ulteriori collegamenti fra i membri della rete.
Le operazioni investigative, gestite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria con il supporto dell’ unità cinofile si sono protratte fino ad aprile 2026, periodo in cui è stata conclusa la fase di raccolta delle prove. Le autorità hanno dichiarato che, sebbene la rete abbia dimostrato una notevole capacità di adattamento, le recenti intercettazioni e sequestri hanno indebolito in modo significativo la sua struttura operativa.



