Durante il Festival dello Sport a Trento, Armand “Mondo” Duplantis ha dedicato qualche minuto al pubblico per raccontare il suo percorso, le paure e le ambizioni che lo animano. Nonostante la fama di atleta invincibile, il campione ha ammesso con ironia: “In realtà ho paura dell’altezza” una confessione che sorprende chi lo conosce solo per i record.
Il salto con l’asta, definito da Duplantis come un “misto tra una danza e una battaglia medievale, bellissima e brutale” è stato al centro della sua vita fin dall’infanzia, quando, guidato dal padre, provava a superare l’asticella nel giardino di casa. Il soprannome “Mondo” nasce da un amico siciliano della famiglia, residente in Louisiana, e ha accompagnato il giovane fin dai primi allenamenti.
Duplantis svela la sua nuova meta: 6,40 metri
Il campione, attuale detentore del record mondiale 6,31 metri e 15 volte recordman, ha dichiarato che il suo prossimo traguardo è 6,40 metri. «Guardo ai 6 metri e 40, questo è il mio obiettivo e mi preparerò per questo», ha affermato con determinazione, facendo intuire che il salto di 6,40 non è più un sogno ma una tappa concreta del suo percorso verso i Giochi di Los Angeles.
La decisione di saltare la stagione indoor
Per perseguire quel risultato, Duplantis ha scelto di rinunciare alla stagione indoor, una mossa mirata a dare al corpo il tempo necessario per recuperare e prepararsi al meglio per le competizioni outdoor. Ha spiegato: «Prendo questa decisione per dare al mio corpo il tempo di recuperare e prepararsi di cui ha bisogno, così da essere al massimo livello al mio ritorno alle gare». La prossima fase prevede una campagna di allenamento intensiva da maggio a, culminante con i Mondiali di Pechino.
Le origini e la visione della disciplina
Duplantis ha raccontato come il padre gli abbia trasmesso la passione per l’asta, fino a trasformare un semplice gioco di giardino in una carriera olimpica. Il record di 6,31 metri, consolidato in 15 occasioni, è il risultato di una disciplina che lui stesso descrive come elegante e spietata al contempo. Il salto è per lui una sorta di arte perilosa dove la precisione del movimento si mescola alla tensione psicologica della verticale.
Amicizie italiane: Tamberi e Sinner
Durante l’intervista, Duplantis ha dedicato parole di stima a due atleti italiani. Gianmarco Tamberi è stato definito un “leader carismatico con una mentalità da vincente” mentre Jannik Sinner è stato descritto come “un ragazzo davvero con i piedi per terra”. I due, vicini di casa a Montecarlo, rappresentano per Duplantis dei punti di riferimento sia dentro che fuori la competizione.
Un nuovo lato: la musica
Oltre allo sport, l’atleta ha rivelato una nuova passione: la musica. Ha spiegato che suonare lo rende vulnerabile e che, proprio quando la sicurezza sul tappeto è al massimo, sente il bisogno di esplorare altre forme di espressione. «Mi serve qualcosa di diverso», ha concluso, lasciando intendere che la sua creatività potrebbe influenzare anche le future prestazioni.



