La Regione alpina del Trentino si trova di fronte a una sfida strutturale: numerose valli continuano a perdere abitanti, con il rischio di vedere ridotte le attività economiche e i servizi di base. Per rispondere a questa emergenza demografica, la Giunta provinciale ha deliberato, nella sessione di ieri, una nuova serie di criteri di finanziamento destinati a enti locali e a gestori di beni di uso civico.
Il presidente Maurizio Fugatti ha sottolineato che “tenere vive le comunità delle nostre valli, anche quelle più periferiche, significa creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e costruire un proprio percorso di vita in quei territori”. Con questa visione, l’amministrazione intende mettere le comunità locali al centro dell’elaborazione delle soluzioni, favorendo progetti condivisi e a lungo termine.
Nuovi criteri per i progetti sperimentali nelle aree montane
Il provvedimento semplifica le modalità di intervento rispetto allo schema del 2022, raggruppandole in quattro macro-categorie ben distinte. La prima riguarda i nuovi progetti sperimentali concepiti ex novo per rispondere a bisogni locali; la seconda prevede la replicazione di iniziative già realizzate in contesti analoghi; la terza categoria include i progetti integrativi che arricchiscono esperienze pregresse; l’ultima si riferisce a interventi inseriti in iniziative di interesse provinciale. A queste si possono aggiungere azioni complementari di natura materiale, purché finalizzate al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Questa articolazione punta a valorizzare le idee nate dal territorio, evitando la mera erogazione di finanziamenti per singole attività. Il focus è, infatti, su progetti che sappiano collegare diverse iniziative, creando una rete di competenze e risorse che renda le valli più attrattive e sostenibili nel tempo.
Finanziamenti, coperture e priorità contro lo spopolamento
Dal punto di vista economico, la misura introduce un sistema di erogazione più chiaro e prevedibile. Per la parte progettuale è previsto un contributo massimo di 50.000 euro mentre le azioni complementari di carattere materiale possono beneficiare di un tetto di 100.000 euro. La provinciale copertura può arrivare fino al 90% della spesa ammessa garantendo così un sostegno significativo agli enti richiedenti.
Una particolare attenzione è riservata alle zone più a rischio di abbandono. I criteri premiamo le proposte che migliorino servizi, opportunità occupazionali e qualità della vita, in modo da creare un circolo virtuoso capace di invertire la tendenza demografica negativa. La valutazione delle domande si baserà sulla qualità della progettazione e sulla coerenza con gli obiettivi della misura.
Supporto istituzionale e prospettive future
Per facilitare l’accesso ai fondi, la Provincia metterà a disposizione le esperienze accumulate nei cicli precedenti e organizzerà incontri informativi, percorsi di sensibilizzazione e sessioni di accompagnamento rivolti a amministrazioni e comunità di valle. Il Consorzio dei Comuni parteciperà attivamente a queste attività, promuovendo la condivisione di competenze e la costruzione di proposte innovative che possano poi essere replicabili in altre aree del Trentino.
Gli obiettivi a medio termine prevedono la creazione di modelli sperimentali capaci di dimostrare risultati concreti sul campo. Quando le iniziative si dimostreranno efficaci, verranno diffunte come best practice, contribuendo a una strategia provinciale più ampia volta a rafforzare l’attrattività delle montagne trentine e a garantire un futuro più stabile alle popolazioni locali.



