Il studente universitario iscritto alla Unicam di Camerino ha lasciato il campus nella mattina del 29 settembre 2026, dopo aver comunicato ai genitori l’intenzione di togliersi la vita. Un biglietto era stato trovato nella sua stanza, ma il giovane è scomparso con la propria auto, suscitando un immediato allarme tra i familiari e le forze dell’ordine.
Rintracciamento dell’auto e localizzazione a Modena
I carabinieri di Camerino, avviate le ricerche, hanno seguito le immagini delle telecamere di controllo autostradale. Il veicolo si è diretto verso nord, percorrendo l’autostrada A14. Grazie a questo monitoraggio, è stata sollecitata la polizia autostradale, che ha intercettato il giovane intorno alle 15:00 in un’area di servizio di Modena. Il ragazzo è stato trovato in buone condizioni e ha dichiarato di volesse semplicemente proseguire verso la Francia, facendo svanire, per ora, il sospetto di un gesto estremo.
Procedura di risposta rapida delle forze dell’ordine
Il caso ha evidenziato l’importanza di un intervento tempestivo quando si tratta di una persona scomparsa. Il coordinamento tra vigili del fuoco, Carabinieri e la Polizia Autostradale ha permesso di ridurre il tempo di ricerca e di evitare potenziali conseguenze tragiche.
Altri casi di scomparsa: il 55enne Nicola Morbin
Nel frattempo, nella zona del Vicentino, è scomparso il 55enne Nicola Morbin. L’ultimo avvistamento risale al 30 settembre, quando è stato visto intorno alle 18:00 a Vicenza, alla guida di una Citroën C3 Aircross bianca. La famiglia, preoccupata, ha chiesto aiuto sui social e ha ricevuto il supporto dell’ex governatore Luca Zaia, che ha invitato chiunque abbia informazioni a contattare il fratello Stefano al numero fornito.
Le ricerche si sono concentrate sui sentieri e le strade della zona di Trento, città a cui Morbin è legato da motivi affettivi. Fino ad ora, non ci sono state segnalazioni di avvistamenti. La vicenda dimostra come le scomparse, anche di persone adulte, possano generare grande apprensione e richiedere una mobilitazione capillare di volontari, familiari e forze dell’ordine.
Formazione per affrontare le scomparse: il corso Vanvitelli-Questura a Caserta
In risposta a un fenomeno che in provincia di Caserta è più frequente della media nazionale (76 segnalazioni ogni 100.000 abitanti), l’Università di Vanvitelli e la Questura hanno lanciato, dal 14 ottobre al dicembre, un corso intitolato “Persone scomparse tra emergenza, diritto e innovazione tecnologica“. Il percorso, rivolto a magistrati, forze di polizia, psicologi, assistenti sociali e volontari, prevede lezioni teoriche e pratiche volte a migliorare la gestione delle denunce e le tecniche di ricerca.
Chi partecipa al progetto deve frequentare almeno l’80% delle attività e superare le verifiche finali per ottenere un Open Badge certificato dall’Università. L’iniziativa nasce dal dato che la Campania è la terza regione italiana per numero di segnalazioni di scomparse, ma il tasso di ritrovamento resta al di sotto della media nazionale. L’obiettivo è quindi quello di aumentare l’efficacia operativa e fornire strumenti più avanzati, come l’uso di tecnologie di tracciamento in tempo reale.
Impatto previsto e prospettive future
Il corso vuole creare una rete di professionisti capaci di intervenire sin dal primo minuto, riducendo i tempi di risposta e migliorando il supporto alle famiglie. L’approccio interdisciplinare (diritto, criminologia, psicologia, tecnologia) mira a colmare le lacune tra le diverse figure coinvolte nella ricerca delle persone scomparse. Se avrà successo, il modello potrebbe essere replicato in altre regioni con alti tassi di segnalazione, contribuendo a salvare vite umane.



