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Colpi di pistola contro casa e auto a Madonna Bianca: nessuna vittima

Una sparatoria improvvisa a Trento ha scosso il quartiere di Madonna Bianca, lasciando intatti ma terrorizzati residenti e una studentessa di 17 anni.

Colpi di pistola contro casa e auto a Madonna Bianca: nessuna vittima

Sabato pomeriggio nella zona sud della città, precisamente a Madonna Bianca, si è verificata una sparatoria che ha coinvolto un condominio di via Conci, noto come Torre 13. Un veicolo SUV di colore scuro, due uomini a bordo, ha aperto il fuoco verso un’automobile parcheggiata e verso l’appartamento al primo piano, dove vive una famiglia straniera. Nessuno è rimasto ferito, ma i colpi hanno provocato notevoli danni materiali e un forte stato di allarme tra i residenti.

Le testimonianze dei condomini descrivono un episodio estremamente veloce: pochi secondi prima di sentire i primi spari, il SUV ha sfrecciato a tutta velocità davanti all’ingresso del palazzo, ha aperto il fuoco e, dopo una raffica di circa una decina di colpi, è scomparso nella notte. I proiettili hanno colpito le facciate esterne, le tapparelle e infine sono andati a finire su un’auto ferma nel marciapiede. Uno dei proiettili, invece, è penetrato nella stanza di una studentessa di 17 anni, attraversando la tapparella e piantandosi in un armadio mentre la giovane stava studiando.

La sparatoria nella Torre 13: cronologia dei fatti

Alle ore 17:10, i primi suoni di spari hanno interrotto la tranquillità del quartiere. Un SUV scuro ha cominciato a sfrecciare lungo la strada antistante la torre, fermandosi a pochi metri dal palazzo. Da lì, i due occupanti hanno estratto armi da fuoco e hanno iniziato a scaricare una serie di colpi verso l’esterno. I busti delle finestre si sono infranti, le tapparelle sono state stravolte e il suono dei colpi ha riecheggiato per le vie limitrofe. Il ritardo tra l’arrivo del veicolo e la fuga è stato di pochi secondi, lasciando poco tempo ai residenti di reagire.

Il proiettile che ha colpito la stanza di studio

La ragazza, che stava preparando un esame universitario, ha assistito al fenomeno senza capire subito la portata dell’accaduto. Un proiettile è penetrato nella sua stanza, passando attraverso la tapparella, forando la finestra e fermandosi in un armadio. Fortunatamente il proiettile non ha colpito direttamente la giovane, ma il trauma psicologico è stato notevole. La madre della studentessa ha raccontato ai giornalisti che “poteva andare molto peggio”, sottolineando la paura provata dal suo figlio di 17 anni.

Reazioni delle autorità e del sindaco Ianeselli

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha definito l’evento un “episodio di violenza gravissimo”. In una dichiarazione rilasciata poche ore dopo l’accaduto, Ianeselli ha espresso solidarietà ai cittadini di Madonna Bianca, ricordando una precedente sparatoria avvenuta a via Santa Croce nello scorso aprile. Ha ringraziato le forze dell’ordine per il rapido intervento e ha chiesto che i responsabili vengano individuati e assicurati al più presto. La Polizia di Stato, le Volanti e la Squadra Mobile hanno isolato l’area, recuperato i bossoli e avviato le indagini tecniche per rintracciare l’arma utilizzata.

Indagini in corso e ipotesi sul movente

Le prime ricostruzioni suggeriscono che si tratti di una spedizione punitiva rivolta a un 39enne residente al primo piano, condannato nel 2024 a sette anni di reclusione per rapina a un bancomat. I testimoni hanno indicato che gli autori dell’attacco sarebbero due “nomadi sinti” provenienti da Bolzano, ma queste informazioni sono ancora oggetto di verifica. La motivazione sembra legata a una vendetta personale, anche se le autorità non escludono altre ipotesi, come un conflitto tra gruppi criminali o un gesto di intimidazione. Fino a quando le indagini non saranno concluse, la zona rimane sotto alta sorveglianza, con pattuglie costanti per garantire la sicurezza dei residenti.

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