5 Ottobre 2026 ☁ 23°

Sonda EMA degli Emirati pronta per l’atterraggio su 269 Justitia

La sonda EMA, costruita a Dubai, partirà verso il lontano asteroide 269 Justitia, dimostrando l'autonomia e la competenza spaziale degli Emirati.

Sonda EMA degli Emirati pronta per l’atterraggio su 269 Justitia

Il Technology Innovation Institute (TII) ha completato la realizzazione di una sonda interplanetaria destinata alla Missione Emirati alla Fascia degli Asteroidi (EMA). Progettata, assemblata e collaudata interamente ad Abu Dhabi, la sonda rappresenta il primo carico utile interplanetario costruito integralmente negli Emirati Arabi Uniti. Grazie a partnership con l’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti HEX20, la Khalifa University e il Centro Nazionale di Scienze e Tecnologie Spaziali, il progetto ha potuto beneficiare di competenze multidisciplinari sin dal concepimento.

Progettazione, test e collaborazione internazionale

Il centro di ricerca spaziale e di propulsione del TII ha curato l’intero ciclo di vita della sonda, dal design preliminare al collaudo finale. Ogni elemento inclusi hardware, sistema di gestione termica e software di bordo, è stato sottoposto a rigorosi test per garantire la sopravvivenza a un viaggio di otto anni nello spazio profondo. H.E. Faisal Al Bannai, Segretario Generale dell’Advanced Technology Research Council, ha sottolineato che “se si vuole sviluppare una vera competenza tecnologica, bisogna affrontare un problema che costringa a spingersi oltre”.

Collaborazioni con università e centri di ricerca

Le università di Khalifa e il Centro Nazionale di Scienze e Tecnologie Spaziali hanno fornito supporto cruciale nello sviluppo di algoritmi di navigazione autonoma e nella realizzazione della unità di elaborazione digitale cuore del sistema di scelta e compressione delle immagini. Najwa Aaraj, CEO del TII, ha dichiarato che la sonda EMA dimostra cosa si può ottenere quando la ricerca avanzata è tradotta in soluzioni ingegneristiche operative.

Il viaggio verso l’asteroide 269 Justitia

Il veicolo principale, MBR Explorer percorrerà circa 5 miliardi di chilometri in otto anni, sfruttando assistenze gravitazionali su Venere, Terra e Marte. Durante il percorso, la navicella effettuerà avvicinamenti ravvicinati a sei asteroidi della fascia principale, raccogliendo dati e immagini. Lanciata dal Giappone a marzo 2028, la missione si inserisce in una stretta finestra di tre settimane, calcolata per ottimizzare le condizioni interplanetarie.

Manovre di assistenza gravitazionale

Le sequenze di flyby su Venere, la Terra e Marte consentiranno di ridurre il consumo di propulsione, garantendo la giusta energia per il lungo tragitto verso la zona dei principali asteroidi. Questo percorso è stato delineato dal team di ingegneria del TII, che ha dovuto considerare le variazioni di velocità e le finestre di lancio con estrema precisione.

Autonomia e capacità scientifiche della sonda EMA

Una delle caratteristiche più innovative è la totale autonomia operativa. Dopo il distacco da MBR Explorer, la sonda non riceverà più comandi dalla Terra; il suo software di bordo decidere autonomamente quando scattare foto, quante conservarle e quali inviare al veicolo madre. Due telecamere – una a campo largo e una a campo stretto – forniranno sia contesto che dettagli ad alta risoluzione, con trasmissioni periodiche ogni sei mesi.

Software di bordo e unità di elaborazione digitale

Il processore digitale sviluppato dal TII gestisce l’intera catena di acquisizione, compressione e selezione delle immagini. Questo approccio riduce drasticamente il carico di dati da trasmettere, permettendo di risparmiare energia e larghezza di banda. Dr. Elias Tsoutsanis ha evidenziato che la sfida non è solo arrivare su Justitia, ma garantire che la sonda mantenga precisione e funzionalità dopo otto anni di volo.

Atterraggio su 269 Justitia e impatto scientifico

Il corpo target, 269 Justitia è noto per il suo colore estremamente rosso e per uno spettro più affine a quello degli oggetti della fascia di Kuiper che a quello degli asteroidi vicini. Si pensa che sia nato nella zona fredda oltre Nettuno, migri verso la fascia principale durante le fasi primordiali del Sistema Solare e presenti una superficie ricoperta da materiale organico complesso. Un atterraggio fornirebbe l’accesso a campioni altrimenti inarrivabili, aprendo nuove prospettive sulla distribuzione di acqua e volatili nella formazione dei pianeti.

Operazioni di orbita e distacco della sonda

MBR Explorer orbiterà intorno a Justitia per circa sette mesi, iniziando a 250 km di altitudine e scendendo gradualmente. La sonda EMA si separerà durante un passaggio a bassa quota all’inizio del 2036, atterrando sulla superficie e inviando immagini in tempo reale al veicolo madre, che le relayerà verso la Terra. Questo approccio consentirà di sondare anche gli strati al di sotto della superficie visibile.

Strategia spaziale nazionale e prospettive future

EMA è la seconda missione interplanetaria degli Emirati e la prima con un modulo interamente progettato, realizzato e testato nel Paese. Nel maggio 2026 il Consiglio Spaziale Supremo ha approvato un programma di cooperazione internazionale del valore di 1 miliardo di AED mirato a potenziare le competenze e le infrastrutture locali. Anton Ivanov ha affermato che il progetto ha già formato una nuova generazione di ingegneri, consolidando un ecosistema tecnologico capace di competere a livello globale.

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