Il dossier indifesa 2026 presentato a Milano in occasione della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre), ha evidenziato una crescita preoccupante dei reati contro i minori in Italia. I numeri forniti dalla Polizia, diffusi da Terre des Hommes, denunciano un totale di 7.272 vittime di crimini sessuali e violenti, con una preponderanza femminile che raggiunge l’89,3%. Il crimine più frequente resta il maltrattamento in ambito familiare con 3.008 casi pari al 41,4% del complesso.
Trend decennale e andamento del 2025
Confrontando i dati del 2025 con l’anno precedente, si registra un lieve aumento dell’1% corrispondente a 68 nuove vittime. Tuttavia, l’analisi di un arco di dieci anni rivela una crescita del 43% rispetto al 2015, equivalenti a 2.192 casi in più. Dopo i maltrattamenti, la violenza sessuale (881 vittime) e quella sessuale aggravata (664 vittime) totalizzano 1.545 casi, mentre l’abbandono di minori o incapaci ne conta 637. Insieme, questi reati rappresentano il 71,4% del totale, ovvero più di sette su dieci giovani coinvolti.
Interpretazione dei dati da parte di Terre des Hommes
Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, ha sottolineato che «quindici anni di indifesa ci consegnano una responsabilità precisa: non considerare acquisito nessun diritto». Ferrara ha evidenziato come la diminuzione delle risorse abbia favorito il peggioramento della situazione, ed ha rimarcato che «una scuola che resta aperta può evitare un matrimonio precoce, un servizio territoriale può interrompere una spirale di violenza».
Tagli ai servizi di salute e istruzione: un impatto diretto
Il dossier segnala la chiusura di circa 1.400 cliniche per la salute sessuale e riproduttiva lasciando 9 milioni di persone senza assistenza. In 62 paesi l’accesso alla profilassi pre-esposizione (PrEP) è caduto del 38% e i finanziamenti per i preservativi sono stati ridotti fino al 90%. Parallelamente, gli aiuti internazionali destinati all’istruzione potrebbero diminuire di 3,2 miliardi di dollari entro fine 2026, con la previsione che 6 milioni di bambini in più restino fuori dalla scuola.
Conseguenze per le ragazze
Le riduzioni colpiscono in maniera sproporzionata le femmine: i fondi per l’istruzione femminile dovrebbero scendere del 28% pari a 123 milioni di dollari in meno. Inoltre, il programma globale UNICEF-UNFPA contro i matrimoni precoci ha ricevuto appena il 56% del fabbisogno nel 2024, e il numero di ragazze beneficiarie è sceso da 16 a 12 milioni nel 2025. La prospettiva per il 2026 è di un budget inferiore a 14 milioni di dollari.
Alla presentazione del dossier hanno partecipato il presidente ANCI Gaetano Manfredi, il prefetto Raffaele Grassi e il vicepresidente della Pubblica sicurezza. È stato annunciato un protocollo d’intesa tra ANCI e la Fondazione Terre des Hommes Italia, volto a rafforzare il ruolo dei Comuni nella tutela dei diritti dei minori, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambine, bambini e adolescenti.
La sfida per le istituzioni è ora tradurre le dichiarazioni in azioni concrete, garantendo risorse adeguate e un coordinamento efficace tra enti pubblici e organizzazioni del terzo settore.



