9 Ottobre 2026 ☀ 18°

Prime tappe del Festival della diplomazia: Lavis e Roma in prima linea

Un weekend a Lavis e una settimana a Roma per far parlare diplomazia, giovani e crisi globale nello stesso forum.

Prime tappe del Festival della diplomazia: Lavis e Roma in prima linea

Il Festival della diplomazia apre le sue porte in Trentino con una giornata a ingresso libero presso il Palazzo De Maffei di Lavis, il 17 ottobre. L’iniziativa, portata avanti da NAMEPES in collaborazione con il Comune, riunisce veterani della diplomazia italiana e studiosi dell’Università di Trento, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di confrontarsi direttamente con chi ha vissuto le sfide delle relazioni internazionali.

Un percorso giovanile al centro della prima edizione a Lavis

Il progetto nasce all’interno del Piano Giovani di Zona e, fin dalle fasi preliminari, ha coinvolto un comitato giovanile responsabile dell’organizzazione, della comunicazione e dell’accoglienza degli ospiti. Questo approccio intende trasformare la teoria della politica estera in un’esperienza pratica, facendo sì che i giovani possano formulare domande, preparare dibattiti e partecipare attivamente al dibattito pubblico.

Programma e relatori di alto profilo

Alle 10.30 i lavori sono introdotti dal sindaco Luca Paolazzi e da Pejman Bijan, direttore di NAMEPES. Segue la prima tavola rotonda, Comprendere la diplomazia con Ludovico Ortona, ex ambasciatore a Lisbona, Teheran e Parigi, e Anna della Croce di Dojola, una delle prime donne nella carriera diplomatica italiana, con esperienza in Svezia, Afghanistan e Filadelfia. Nel pomeriggio, la scuola di Lavis presenta il proprio progetto “Diplomazia a scuola”, mentre la sessione Le radici del dialogo vede al centro il professor Bijan e la professoressa Elena Franchi, esperta di storia greca e federalismo antico. L’evento si chiude con il dibattito Dialogare nel mondo contemporaneo condotto dall’ambasciatore Francesco Maria Talò e dal giurista Giuseppe Nesi, membro della Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite.

Roma ospita la XVII edizione: conflitti, emergenze e sicurezza alimentare

Da 22 a 30 ottobre la capitale accoglie la diciassettesima edizione del Festival, con un’anteprima il 14 ottobre nella Galleria del Centro Studi Americani. Dopo i saluti istituzionali, Giorgio Bartolomucci, segretario generale del Festival, espone le novità dell’edizione, mentre l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente del Comitato Scientifico, traccia le linee guida geopolitiche dell’incontro.

Il panel “Conflicts, Emergency and Food Security”

L’argomento cardine è il nodo tra guerre e crisi alimentare. Gli esperti della FAO, IFAD, AICS e UNHCR discutono dell’impiego della fame come arma geopolitica analizzando l’escalation del 2025 che ha dichiarato lo stato di carestia in Gaza e in Sudan. Il dibattito evidenzia le difficoltà logistiche nel trasporto di aiuti, i tagli ai finanziamenti umanitari e l’inflazione dei generi alimentari alimentata da shock energetici e tensioni internazionali.

Ruolo di Roma nella risposta globale

Le istituzioni con sede nella capitale – dal Ministero degli Affari Esteri alla Commissione Europea – fungono da nesso tra interventi d’emergenza e politiche di resilienza a lungo termine. Le proposte emergono dalla condivisione di strumenti giuridici e diplomatici volti a proteggere i civili e a interrompere il circolo vizioso che lega conflitti armati a denutrizione diffusa.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è trasformare il Festival in un appuntamento stabile, capace di collegare il territorio trentino e la capitale italiana ai grandi dibattiti internazionali, facendo della diplomazia non solo uno strumento di politica estera, ma una cultura del dialogo e della comprensione reciproca.

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