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Sparatoria a Torre 13: padre e figlia arrestati dopo furto d’auto

Padre e figlia, armati di mitraglietta, aprono il fuoco sulla Torre 13 di Villazzano Tre, scatenando una lunga indagine.

Sparatoria a Torre 13: padre e figlia arrestati dopo furto d’auto

Sabato pomeriggio, 9 ottobre 2026, la tranquillità del quartiere Madonna Bianca, a sud di Trento, è stata spezzata da una raffica di colpi di fuoco. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, un uomo di 40 anni e la sua figlia di 19, appartenenti a una comunità sinti residente a Bolzano, hanno lasciato la loro abitazione in via Sassari per dirigersi verso la zona sud di Trento. Arrivati nella zona di Villazzano Tre, hanno puntato contro la Torre 13, colpendo il muro del primo piano e infrangendo le finestre di due ulteriori unità abitative.

Il percorso criminale: dal furto dell’auto alla sparatoria

Le indagini hanno riportato che, poco prima di raggiungere Trento, i due soggetti avevano compiuto un furto d’auto in Alto Adige. La vettura sottratta, una Volkswagen Touran, è stata utilizzata per spostarsi rapidamente fino a Villazzano Tre e successivamente abbandonata e incendiata a Gardolo, in un tentativo di eliminare le tracce. L’uso di un’arma da fuoco di grosso calibro, descritta come una mitraglietta o un Kalashnikov ha permesso al padre di sferrare più di dieci colpi, mentre la figlia ha immortalato la scena con il cellulare, inviando il video ai parenti.

Il video come prova decisiva

Le riprese, successivamente consegnate alla procura, mostrano chiaramente la sequenza dei fatti: l’arma da fuoco in azione, le esplosioni dei vetri e la fuga dei due sospetti. Gli investigatori hanno utilizzato il filmato per identificare i soggetti e ricostruire il percorso seguito dal veicolo rubato. La registrazione ha inoltre confermato che nessun residente si trovava nelle abitazioni colpite al momento dei colpi, per puro caso.

L’arresto e le accuse preliminari

Il questore di Trento ha definito i due individui “socialmente pericolosi”. Dopo una operazione di venti ore coordinata dalla procura di Trento, con il supporto della polizia di Stato, della squadra mobile, dei reparti antiesplosivo e degli artificieri di diverse province, padre e figlia sono stati fermati a Verona. Entrambi sono stati posti in carcere in attesa di giudizio.

Le imputazioni includono porto abusivo di arma da fuocoTentato omicidio e furto di veicolo. La procura esaminerà se la figlia, pur presente, possa essere ritenuta responsabile materiale della sparatoria. Nel frattempo, le analisi balistiche e l’esame delle immagini video serviranno a stabilire con precisione l’arma utilizzata e a verificare eventuali reazioni armate da parte di un cittadino sinti di 41 anni, anch’egli coinvolto nella faida tra le due famiglie.

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