Negli ultimi mesi l’Ospedale Santa Chiara di Trento è stato teatro di tre eventi di estrema gravità che hanno messo in luce la fragilità dei sistemi di sicurezza interno. Una paziente in stato di agitazione, un operatore sanitario aggredito e l’intrusione di un soggetto non autorizzato hanno generato una crescente preoccupazione tra i dipendenti e hanno spinto il sindacato UIL Trasporti a chiedere un incontro immediato con l’Apss e le autorità competenti.
Il primo caso risale a una mattina in cui una donna, trovata sui binari della stazione ferroviaria dopo aver manifestato chiari intenti autolesivi, è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso. Qui ha subito una violenta crisi di agitazione psicomotoria, richiedendo l’intervento congiunto di personale sanitario, psichiatri, forze dell’ordine e vigilanza privata. Gli addetti alla sicurezza sono rimasti in zona per più di mezz’ora, assistendo la squadra medica nella gestione dell’emergenza.
Violenza di una paziente in stato di agitazione psicomotoria
La paziente, dopo essere stata rimossa dai binari, è stata introdotta nella zona di accettazione del pronto soccorso dove ha manifestato comportamenti impulsivi, spostamenti incontrollati e urla prolungate. La vigilanza privata ha dovuto adottare tecniche di contenimento fisico per evitare che la donna potesse nuocere a sé stessa o ad altri pazienti.
Coordinamento tra vigilanza, staff medico e forze dell’ordine
Durante l’intervento, la squadra di sicurezza ha collaborato strettamente con il team di psicologia e con la polizia locale condividendo informazioni in tempo reale e garantendo una presenza costante per più di trenta minuti. L’esperienza ha evidenziato la mancanza di presidi strutturati e di protocolli predefiniti per gestire situazioni di crisi psicomotoria in ambienti ad alta affluenza.
Aggressioni a personale sanitario e intrusioni notturne
Durante una notte particolarmente tesa, un uomo in evidente stato di alterazione ha aggredito una infermiera del pronto soccorso. L’attacco è stato interrotto grazie all’intervento tempestivo della vigilanza privata, che ha contenuto l’assalitore fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Parallelamente, sono state registrate diverse intrusioni notturne di persone non autorizzate, alcune delle quali rilevate nei pressi dei varchi d’accesso.
In un ulteriore episodio, le guardie giurate presenti nella struttura hanno dovuto allontanare un soggetto non autorizzato, definito a “alto rischio”, per evitare potenziali minacce al personale e ai pazienti. Queste situazioni hanno messo in evidenza criticità nella sorveglianza dei varchi, nella gestione degli accessi e nella comunicazione tra i diversi attori di sicurezza.
Di fronte a questi fatti, la UIL Trasporti ha ribadito che non è accettabile che gli operatori di vigilanza siano costretti a gestire emergenze di tale portata senza il supporto di strutture organizzative adeguate. Il sindacato ha richiesto un confronto urgente con l’Apss, con i rappresentanti della ASL e con le autorità locali, per definire misure concrete volte a potenziare i presidi di sicurezza a migliorare il controllo degli accessi e a rafforzare il coordinamento con le forze dell’ordine.
UIL Trasporti ha inoltre avvertito che, in assenza di interventi immediati e concreti, è pronta a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresa la possibilità di mobilitazioni sindacali a livello provinciale.



