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Morto a 108 anni don Guido Avi, eroe della Resistenza

Don Guido Avi, sacerdote centenario del Trentino, è morto a 108 anni; la sua vita è segnata da eroismi in guerra e da un insolito progetto di raccolta fondi per una chiesa.

Morto a 108 anni don Guido Avi, eroe della Resistenza

Sabato 17 ottobre 2026, nella quiete della sua casa di Vigalzano, è scomparso don Guido Avi il sacerdote più longevo della Diocesi di Trento. All’età di 108 anni, la sua figura è stata a lungo un punto di riferimento per le comunità della Vallagarina e per l’intera regione, dove è stato ricordato non solo per la sua dedicazione pastorale, ma anche per le imprese compiute durante la Seconda guerra mondiale e per l’originale iniziativa che gli valse il soprannome di “don Torta”.

Le imprese di resistenza di don Guido Avi durante la Seconda guerra mondiale

Nel settembre del 1943, appena dopo l’Armistizio dell’8 settembre, don Guido Avi era parroco a Noriglio, nella Vallagarina. In quel periodo critico, offrì rifugio a gruppi di soldati italiani e alleati fuggiti dalle truppe naziste, rischiando la propria vita per nascondere uomini in cerca di libertà. Questa attività di soccorso si protrasse per mesi, dimostrando un coraggio che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza.

Aiuto ai soldati italiani e alleati

Le testimonianze raccontano come il prete trasformò la sua parrocchia in un vero e proprio rifugio clandestino. Con l’aiuto di fedeli locali, riuscì a far passare i militari attraverso i posti di blocco, garantendo loro cibo e riparo. Il gesto, compiuto in piena ostilità, fu considerato un atto di disobbedienza ai comandamenti occupazionali tedeschi, ma fu accolto come un gesto di speranza dalla popolazione.

Salvataggio del disertore tedesco

Due anni dopo, nel 1945, un soldato tedesco decise di disertare. Conocendo i percorsi di fuga, don Guido Avi riuscì a superare i posti di blocco di Folgaria e Valsugana, portandolo al sicuro nella sua casa natale di Vigalzano. L’episodio, poco noto ma notevole, dimostra come la sua morale fosse guidata da una percezione universale di umanità, al di là delle fazioni in guerra.

Il progetto ‘don Torta’: la costruzione della chiesa di Cristo Re

Nel dopoguerra, don Guido Avi divenne parroco della nuova parrocchia di Cristo Re a Trento. Per finanziare la costruzione della chiesa, propose una singolare campagna di raccolta fondi: “Datemi una torta e vi costruirò una chiesa”. La frase, parafrasando Archimede, divenne il motto della colletta.

Il sacerdote organizzò una sorta di lotteria, i cosiddetti “vasi della fortuna”, e incoraggiò le parrocchiane a preparare centinaia di torte fatte in casa. La partecipazione fu entusiasta: la prima lotteria raccolse circa tre milioni e mezzo di lire, una somma sufficiente per avviare i lavori. Nel 1952, grazie a quel impegno collettivo, fu inaugurata la chiesa di Cristo Re, edificata sui resti di un ex rifugio antiaereo.

Gli ultimi anni e il ricordo nella comunità

Dopo aver ricoperto incarichi a Rovereto, Albiano e Baselga del Bondone, don Guido Avi tornò definitivamente a Vigalzano, dove trascorse gli ultimi anni nella sua casa natale. Nel febbraio 2026, in occasione di San Valentino, il paese celebrò il suo 108° compleanno insieme ai bambini nati esattamente cento anni dopo di lui, sottolineando il legame profondo tra generazioni.

Nel 2007 fu nominato canonico onorario della Cattedrale di San Vigilio, riconoscimento della sua lunga attività pastorale. Alla sua scomparsa, la comunità di Pergine ha organizzato il funerale lunedì 19 ottobre alle 14.30 nella chiesa parrocchiale, seguito dall’inumazione nel cimitero di Madrano. La frase “non sono mica vecchio”, pronunciata da don Guido Avi con un sorriso, rimarrà nella memoria di chi lo ha conosciuto, testimoniando la sua vitalità anche nei momenti finali.

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