Negli ultimi giorni, i social di Trento sono stati invasi da avvisi di una presunta manifestazione contro il carovita prevista per sabato. Le segnalazioni, spesso accompagnate da minacce di violenza, hanno alimentato la preoccupazione tra commercianti e cittadini, spingendo le autorità a intervenire con comunicati ufficiali.
In risposta all’ondata di allarme, la prefetta Isabella Fusiello ha convocato ieri il Comitato provinciale per la sicurezza pubblica. All’interno della riunione sono intervenuti Walter Botto, vicepresidente di Confcommercio Trentino, e Mauro Paissan, presidente di Confesercenti Trentino. L’obiettivo era valutare la reale entità del rischio e decidere le misure di protezione da adottare sul territorio.
Riunione del Comitato provinciale per la sicurezza
Durante l’incontro, Fusiello ha dichiarato che “non siamo ostaggi di nessuno” e ha rassicurato i commercianti: “Non è necessario chiudere i negozi, la sicurezza sarà garantita”. Ha precisato che, al momento, non risulta alcuna manifestazione formalmente annunciata e che le forze dell’ordine saranno comunque presenti in punti strategici della città.
Presidi di forze dell’ordine sul territorio
Il coordinamento prevede l’intervento congiunto del commissariato di governo, della Questura, dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della polizia locale. Pattuglie regolari saranno dislocate in Piazza Dante e Piazza Duomo, mentre squadre mobili monitoreranno le vie principali per impedire eventuali intrusioni o disordini.
Messaggi virali e allarme sui social
Parallelamente alla riunione, il sindaco Franco Ianeselli ha denunciato la diffusione di messaggi falsi volti a seminare panico. “Abbiamo assistito a provocazioni organizzate tramite canali digitali, che mirano a scatenare violenza gratuita”, ha spiegato, citando anche le recenti tensioni verificatesi dopo i disordini di martedì in città.
Monitoraggio della situazione da parte della prefetta
Fusiello ha rassicurato l’opinione pubblica: “Stiamo monitorando costantemente la rete; per sabato non è prevista alcuna manifestazione né autorizzata né travisata”. Ha inoltre invitato i cittadini a non diffondere notizie non verificate, sottolineando l’importanza di fare affidamento su fonti istituzionali.
Reazioni delle associazioni di categoria e dei sindacati
Paissan e Botto hanno ribadito che non emergono elementi che giustifichino chiusure preventive. “I commercianti non sono soli; le istituzioni e le associazioni collaborano per raccogliere segnalazioni e fornire informazioni verificate”, ha affermato Paissan. Botto ha aggiunto che le decisioni devono basarsi su dati concreti e non su timori amplificati dai social.
I sindacati CGIL, CISL e UIL hanno preso le distanze dalla presunta mobilitazione, specificando che non è stato reso noto alcun promotore e che le ragioni della protesta restano oscure. Hanno inoltre avvertito che tali annunci, se non chiariti, potrebbero essere sfruttati per manipolare la popolazione e generare disordini senza alcuna legittimità.



