Il Festival dell’Economia di Trento prende il via in una cornice che mescola istituzioni, accademia e mondo dell’impresa: l’evento, giunto alla sua ventunesima edizione, è promosso dal Gruppo 24 Ore e da Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell’Università. Questa edizione concentra l’attenzione su nodi che attraversano l’agenda pubblica: dalla geopolitica al ruolo delle grandi piattaforme digitali, fino alle prospettive dei giovani e allo sviluppo delle aree interne.
Palinsesto e protagonisti: un mosaico di voci
La prima giornata vede sul palco esponenti di spicco delle istituzioni e dell’impresa. Ad aprire i lavori è il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, mentre per il dibattito su Europa e coesione territoriale prende parte il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto. Tra gli imprenditori presenti figurano nomi come Francesco Gaetano Caltagirone, Marco Tronchetti Provera e Alessandro Benetton, a sottolineare l’attenzione al mondo produttivo. L’eterogeneità dei relatori riflette la volontà degli organizzatori di mettere in dialogo competenze diverse attorno a questioni strategiche.
Le istituzioni e il dibattito pubblico
Il programma comprende interventi istituzionali e tavole rotonde su temi sensibili: oltre ai ministri e ai rappresentanti europei, sono attesi contributi di figure come Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo, e rappresentanti locali tra cui il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il sindaco Franco Ianeselli. Queste presenze evidenziano l’intento di mettere a sistema politiche locali e strategie europee, esplorando strumenti per la coesione territoriale e lo sviluppo sostenibile.
Imprenditoria, finanza e innovazione
Sul fronte economico, l’agenda spazia dalle nuove frontiere tecnologiche alla finanza: panel dedicati alle tecnologie avanzate, al made in Italy e alle strategie industriali vedranno confrontarsi manager e amministratori delegati. Non mancano riflessioni su strumenti finanziari, rigenerazione degli ecosistemi e ruolo delle imprese nel promuovere innovazione responsabile, con l’obiettivo di collegare ricerca, politiche pubbliche e mercato.
Temi centrali: dalla geopolitica all’intelligenza artificiale
Al centro del Festival ci sono questioni che ridefiniscono equilibri globali e locali: il possibile tramonto di alcuni modelli di globalizzazione, la crescita di autarchie geopolitiche e l’ascesa delle Big Tech, che accumulano risorse e potere sulle leve dell’intelligenza artificiale. Il programma affronta inoltre il tema della sicurezza digitale, il futuro del sistema finanziario globale e le sfide poste dal cambiamento climatico, mettendo a confronto esperti di relazioni internazionali, economisti e scienziati.
Ricerche, premi Nobel e agricoltura resiliente
Tra gli interventi di rilievo figurano contributi scientifici che portano la voce della ricerca nel dibattito pubblico: esperti che affrontano l’adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici, la biodiversità e le tecnologie per la sostenibilità. La presenza di premi Nobel e figure accademiche sottolinea l’importanza di integrare evidenze scientifiche nelle scelte economiche e ambientali.
Cerimonia inaugurale e prospettive
La giornata inaugurale sarà segnata da una cerimonia alla quale partecipano rappresentanti del mondo della stampa, dell’università e delle istituzioni: tra i presenti sono attesi la presidente del Gruppo Il Sole 24 Ore Maria Carmela Colaiacovo, il rettore Flavio Deflorian, l’ad di Trentino Marketing Maurizio Rossini e i vertici editoriali del gruppo. L’evento di apertura non è solo formale: rappresenta un momento per delineare priorità e linee di dialogo per i giorni successivi, con particolare attenzione alle speranze e alle aspirazioni delle nuove generazioni.
Uno sguardo verso il futuro
Nel complesso, il Festival si propone come piattaforma di confronto dove politica, impresa e ricerca provano a costruire risposte concrete ai dilemmi contemporanei: dalla governance delle tecnologie digitali alle politiche del lavoro, fino ai percorsi per rafforzare il legame tra città e aree periferiche. L’obiettivo dichiarato è favorire un dibattito che sia al tempo stesso critico e propositivo, capace di tradurre analisi complesse in strumenti utili per il territorio e per il Paese.