Il 27 Ottobre 2026 la Guardia Costiera di Venezia, coordinata dal Centro di controllo area pesca (CCAP) della Direzione Marittima di Venezia, ha concluso un ciclo di verifiche sulla filiera ittica che ha interessato più regioni e province. L’attività ispettiva ha riguardato la Lombardia orientale, il Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano e la Provincia di Pordenone, con controlli mirati a verificare tracciabilità, condizioni di conservazione e regolarità delle etichette.
Al termine delle attività sono state complessivamente effettuate 52 ispezioni, con il sequestro di 1,8 tonnellate di prodotti ittici scaduti o privi delle informazioni obbligatorie, e l’irrogazione di 10 sanzioni amministrative per un ammontare totale di 20.000 euro. L’operazione faceva parte delle indagini denominate Stige, finalizzate a ripristinare la sicurezza nella commercializzazione del pesce destinato a ristoranti e distributori.
Controlli nelle località turistiche e primo output operativo
Le verifiche lungo il litorale veneziano e nelle principali mete turistiche del Veneto hanno rilevato irregolarità già nelle fasi iniziali: nei ristoranti del litorale e fino al Lago di Garda sono stati trovati complessivamente circa 50 kg di prodotti ittici con scadenze superate o senza corretta tracciabilità, che hanno comportato sanzioni amministrative per 8.000 euro e l’avvio delle procedure di smaltimento. In un caso specifico, in una attività della zona di Caorle, i controlli hanno evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie tali che l’Ulss4 ha disposto la chiusura temporanea del locale e la sospensione dell’attività fino all’adozione di misure correttive.
Ispezioni in provincia di Brescia: grossisti, produzione e smaltimento illecito
Le attività di controllo sono proseguite nella provincia di Brescia, condotte in sinergia con il servizio veterinario dell’ATS di Brescia, Distretto di Lonato. Tre ingrossi che riforniscono hotel e ristoranti del territorio e del Lago di Garda sono stati oggetto di verifiche approfondite: all’interno delle celle frigorifere di un grossista gli ispettori hanno scoperto circa 640 kg di specie ittiche (tra cui totani, acciughe, salmoni, tonni pinna gialla, branzini, lavarelli, persici e stoccafisso) privi delle informazioni necessarie per ricostruirne la provenienza e il ciclo produttivo, con conseguente sequestro e una sanzione di 2.000 euro.
Blocco di prodotti lavorati e sospensione dell’attività di congelamento
Durante lo stesso controllo, le verifiche sulle procedure aziendali hanno mostrato gravi carenze nel ciclo di lavorazione che hanno messo a rischio la sicurezza dei prodotti. Per questo motivo è stato disposto il blocco ufficiale di circa 700 kg di prodotti ittici pronti per la commercializzazione e la sospensione immediata dell’attività di congelamento fino all’approvazione di nuove procedure che garantiscano tempi e criteri di conservazione corretti.
Smaltimento illecito e denuncia penale
Un elemento particolarmente rilevante emerso nel corso dell’ispezione è stato l’irregolare smaltimento dei rifiuti: i controlli hanno accertato che i rifiuti venivano conferiti presso l’isola ecologica utilizzando gli stessi mezzi impiegati per il trasporto dei prodotti ittici, con potenziale contaminazione. Questa violazione ha portato a una denuncia penale a carico del titolare dell’azienda controllata.
Altri sequestri nella rete di vendita e distribuzione
Le verifiche hanno interessato anche un deposito di venditori ambulanti che operano nelle vallate prealpine tra Lombardia e Trentino: in tale struttura sono stati individuati 170 kg di prodotti non idonei alla vendita, avviati a smaltimento e sanzionati per 2.000 euro. Infine, in un magazzino cash & carry che rifornisce i ristoratori del basso Garda sono stati sequestrati e disposti per lo smaltimento 240 kg di prodotti ittici scaduti o etichettati in modo non corretto, con una sanzione amministrativa di 4.000 euro.
Nel complesso l’attività coordinata dalla Direzione Marittima di Venezia, con il supporto del CCAP e dei comandi locali della Guardia Costiera, ha evidenziato criticità diffuse nella tracciabilità e nelle procedure di conservazione e smaltimento lungo la filiera. I risultati dell’operazione hanno portato non solo a sequestri e sanzioni, ma anche a provvedimenti amministrativi e a procedimenti penali nei casi di irregolarità gravi.



