Il 30 maggio 2026 la comunità culturale trentina ha appreso la scomparsa di Michele Lanzinger, geologo e antropologo che per decenni è stato la guida del Museo delle scienze di Trento, noto come Muse. Aveva 69 anni e lascia un segno profondo nella vita scientifica e civica della città.
La figura di Lanzinger è stata al contempo scientifico, direttore e promotore di un modello museale innovativo: un luogo dove la ricerca si intreccia con la divulgazione e dove l’architettura dialoga con il territorio. Il suo lavoro ha rinnovato il concetto di museo di scienze in Italia e oltre.
Una carriera dedicata alla trasformazione del museo
Negli anni alla guida del Museo Tridentino di Scienze Naturali, poi trasformato nel Muse, Lanzinger ha guidato un processo di rinnovamento organizzativo e culturale che ha fatto del museo un punto di riferimento. In collaborazione con l’architetto Renzo Piano ha contribuito a immaginare uno spazio espositivo che unisse rigore scientifico e impatto architettonico, capace di attrarre pubblico e ricercatori.
Visione e metodo
La sua direttiva puntava su due pilastri: la qualità della ricerca e la capacità di coinvolgere la società. Il Museo è diventato, sotto la sua guida, non solo un centro espositivo ma anche una piattaforma di ricerca e formazione. Lanzinger promuoveva approcci interdisciplinari e una fruizione partecipata della conoscenza, elementi che hanno definito l’identità del Muse.
Il cordoglio delle istituzioni e della comunità
Le reazioni alla scomparsa sono arrivate da più livelli istituzionali. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha ricordato Lanzinger come uno scienziato preparato e un punto di riferimento per la città, citando un consiglio che porta con sé: pensare ogni progetto «in nome di chi deve ancora nascere», un invito a guardare alle generazioni future.
Messaggi ufficiali
Dal Muse è giunto un messaggio di cordoglio formale: il consiglio di amministrazione, la direzione, il comitato scientifico e l’intera comunità museale si sono stretti attorno alla moglie Giuliana, ai figli Sofia e Leonardo e alla famiglia. Nel comunicato il Museo ha sottolineato il ruolo di Lanzinger come «motore di una profonda metamorfosi culturale» e ha rimarcato la sua capacità di coniugare partecipazione, ricerca e dialogo con il territorio.
Riconoscimenti e eredità
La Provincia autonoma di Trento, attraverso il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore alla cultura Francesca Gerosa, ha espresso il cordoglio a nome della giunta e del sistema museale provinciale. Fugatti ha ribadito che il Trentino perde un visionario che ha rivoluzionato la divulgazione scientifica e che il suo nome resterà legato alla storia del Museo, che Lanzinger ha guidato con lungimiranza dal 1992 al 2026.
Impatto sul territorio
Il lascito di Lanzinger si misura in opere concrete: oltre alle esposizioni, il Muse ha avviato collaborazioni con istituti di ricerca, progetti educativi e percorsi espositivi pensati per stimolare la curiosità. La trasformazione del museo ha avuto ricadute sul turismo culturale e sul posizionamento internazionale di Trento come centro di eccellenza per le scienze.
Un ricordo personale e collettivo
Colleghi, ricercatori e cittadini ricordano Lanzinger per la sua curiosità intellettuale, la disponibilità all’ascolto e la passione per la divulgazione. Era considerato un leader capace di coniugare rigore e apertura: qualità che hanno ispirato generazioni di museologi, studiosi e divulgatori.
La scomparsa di Lanzinger è percepita non solo come una perdita personale per la sua famiglia, ma come una ferita per l’intero ecosistema culturale della regione. Le parole di ringraziamento e di commiato che affiorano nei messaggi ufficiali e nelle testimonianze rimarcano l’importanza di preservare e portare avanti il progetto culturale che lui aveva contribuito a creare.
Cosa resta del suo lavoro
Resta la struttura museale, certo, ma soprattutto un metodo: il valore della comunicazione scientifica accessibile, il rapporto stabile con la comunità e l’attenzione al futuro della città. Questi elementi rappresentano l’eredità più duratura di Lanzinger e il punto di partenza per chi continuerà a dirigere e a trasformare il Museo nei prossimi anni.
In attesa di ulteriori informazioni sulle iniziative commemorative, la città e le istituzioni avranno modo di ricordare pubblicamente la figura di Michele Lanzinger e di celebrare l’impatto culturale e scientifico del suo lavoro.



