Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha stabilito la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 3 luglio 2026con entrata in vigore a partire dal 7 giugno 2026. La misura conferma uno sconto di 5 centesimi sulla benzina ma riduce a 5 centesimi anche lo sconto sul gasolio, che fino a poco prima era pari a 10 centesimi. La copertura finanziaria per questa estensione è garantita da un extra gettito dell’Iva pari a 149,4 milioni di eurorisultato degli incassi registrati nel periodo considerato.
Come è cambiata la modulazione dello sconto e le implicazioni sui prezzi
La rimodulazione interessa in particolare il gasolio, il cui taglio delle accise è stato ulteriormente dimezzato: la riduzione passa da 10 centesimi a 5 centesimi (6,1 centesimi calcolati con l’Iva). Questo aggiustamento fiscale si traduce in effetti concreti alle pompe: il prezzo del gasolio sulle autostrade è indicato a 2,072 euro al litro. Secondo le proiezioni pubblicate, mantenendo costanti i prezzi industriali, il diesel potrebbe toccare la cifra di 2,133 euro al litro, con un aumento corrispondente di circa 3 euro e 5 cent per un rifornimento tipo di 50 litri. Per le strade ordinarie, il prezzo medio stimato passerebbe da 1,980 euro a 2,041 euro al litro.
Copertura finanziaria e limiti d’uso
La proroga trova la sua copertura nei maggiori incassi Iva: 149,4 milioni di euro sono stati stanziati per compensare le minori entrate derivanti dal taglio delle accise. È stato inoltre ricordato che eventuali ulteriori misure a favore di famiglie o imprese potrebbero essere valutate in una fase successiva, soprattutto alla luce della nuova flessibilità europea per l’energia che libera risorse deficitabili fino al 2028, ma con vincoli specifici sull’utilizzo per sostenibilità e resilienza energetica.
Reazioni: critiche dei consumatori e apprezzamenti dalle imprese
Le decisioni fiscali hanno suscitato risposte contrastanti. L’Unione nazionale consumatoriper bocca del presidente Massimiliano Donaha bollato la scelta come “Una pessima idea: il governo continua a ridurre lo sconto sulle accise” e ha sottolineato l’impatto immediato sui bilanci delle famiglie. Dona ha evidenziato che, con i livelli attuali, il diesel autostradale a 2,072 euro porterà presto il prezzo oltre i 2,1 euro al litro e ha quantificato l’incremento per un pieno da 50 litri in 3 euro e 5 cent. La stessa critica riferisce il dato sulla transizione dei rincari delle materie prime energetiche sui prezzi al consumo ripreso dall’ISTAT.
D’altra parte, il Fondo formazione Pmi (Fapi) ha giudicato positivamente la proroga. Il presidente nazionale Gino Sciotto ha definito la decisione “una scelta responsabile” per le piccole e medie imprese, sottolineando che anche una rimodulazione dello sconto sul gasolio resta utile per alleggerire i costi operativi del tessuto produttivo, molto sensibile ai rincari energetici e dei trasporti.
Impatto sociale ed economico misurato
Accanto al dibattito sui carburanti, i dati sul lavoro irregolare forniscono un quadro delle vulnerabilità economiche del paese: il valore aggiunto prodotto dal lavoro in nero nel 2026 è stato stimato in 77,1 miliardi di eurocon una forte incidenza nel Mezzogiorno. Se si considera la propensione regionale al lavoro irregolare, la Calabria registra la quota più alta con 8,3 per centoseguita da Campania e Sicilia. In termini di occupati non regolari, l’ISTAT stima un totale di 2.608.600 persone, molte delle quali concentrate nel Sud, dove il tasso di irregolarità raggiunge picchi come il 17,9 per cento in Calabria.
La proroga del taglio delle accise fino al 3 luglio 2026 rappresenta quindi una misura a breve termine che cerca di mitigare l’impatto dei prezzi energetici sulle famiglie e sulle imprese, ma che alimenta dibattiti sulle priorità di spesa, sulla sostenibilità delle coperture e sugli effetti reali sui consumi e sull’inflazione. Le associazioni coinvolte offrono letture opposte: una più critica in difesa del potere d’acquisto dei consumatori e l’altra attenta ai margini di competitività delle piccole e medie imprese.


