La Camera di Commercio di Trento ha rilevato una crescita del fatturato del +2,1% nel primo trimestre 2026 in Provincia autonoma di Trentocon una contrazione della componente estera del -2,2%. I dati, diffusi per il periodo gennaio-marzo, mostrano divergenze tra mercato locale, nazionale ed export. Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026.
Il quadro è rilevante perché segnala una tenuta dell’economia trentina in un contesto internazionale complesso, con effetti potenziali sui costi energetici e sulla logistica. Al contempo, il dibattito su Brennero e concessione A22 resta centrale per evitare criticità nei flussi. Le imprese hanno espresso giudizi di stabilità sul presente ma aspettative più caute sulla redditività.
Fatturato: divergenza locale-nazionale ed export in ritirata
Il fatturato realizzato in ambito locale è diminuito dello 0,6%mentre le vendite nel resto d’Italia sono aumentate del +8,1%indicando una domanda nazionale che sostiene le imprese trentine. La componente estera ha segnato un -2,2%confermando la fragilità dell’export. Tra i settori, spiccano trasporti (+4,7%), commercio all’ingrosso (+3,8%), costruzioni (+3,7%) e servizi alle imprese (+3,7%). Il commercio al dettaglio è cresciuto dell’1,3%, mentre il manifatturiero ha registrato una lieve flessione (-0,2%). Il vicepresidente provinciale con delega allo sviluppo economico, Achille Spinelliha parlato di “sostanziale tenuta complessiva” e della necessità di politiche per innovazione e transizione energetica.
Il presidente della Camera di Commercio, Andrea De Zordoha evidenziato che “I primi mesi del 2026 si aprono all’insegna di una sostanziale continuità” con fine 2026 e che il trimestre “è stato influenzato solo marginalmente dal conflitto scoppiato in Iran a fine febbraio”. De Zordo ha avvertito che “gli effetti di questa crisi mediorientale si faranno sentire in modo ben più rilevante nei prossimi mesi” per un possibile rialzo dei prezzi energetici. Le valutazioni confermano, dunque, un equilibrio delicato tra sostegno della domanda interna e pressioni esterne.
Occupazione, dimensioni d’impresa e ordini: segnali misti
L’occupazione complessiva ha segnato un +0,5%in linea con il periodo precedente, ma con differenze per comparti: servizi alle imprese (+2,6%) e commercio all’ingrosso (+2,1%) hanno ampliato gli organici, mentre commercio al dettaglio (-1,7%) e costruzioni (-0,4%) hanno ridotto gli addetti. Incide anche la dimensione aziendale: le micro imprese (fino a 10 addetti) hanno perso il 3,2% dell’occupazione, le medie (11-50) sono cresciute dell’1,4% e le grandi (oltre 50) del 2,9%. Questi numeri delineano una ripresa polarizzata a favore delle strutture più solide, con capacità maggiore di assorbire shock e sostenere investimenti.
Gli ordinativi sono aumentati complessivamente del +3,1%ma con andamenti disomogenei. Le costruzioni hanno registrato una contrazione degli ordini del 6,6%, mentre manifatturiero e ingrosso hanno segnato lievi rialzi rispettivamente di +1,0% e +1,7%. I giudizi raccolti presso gli imprenditori indicano prevalentemente stabilità nell’attuale congiunturacon un peggioramento delle aspettative di redditività per i prossimi mesi. Il commercio al dettaglio, pur in territorio positivo sul fatturato, sconta una domanda finale meno dinamica rispetto ai canali B2B e alle filiere sostenute dagli approvvigionamenti nazionali.
Infrastrutture, Brennero e A22: il nodo logistico al centro
All’ITAS Forum di Trentoistituzioni e rappresentanti delle imprese hanno collegato performance economiche e infrastrutture strategiche. Il ministro dei Trasporti ha affrontato i dossier relativi alla concessione A22 e al percorso per avviare la gara, mentre gli industriali hanno sollecitato interventi sul corridoio nord-sud per evitare che il Brennero diventi un collo di bottiglia, anche alla luce dei recenti blocchi in Austria. Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha dichiarato che “L’opzione del no non può esistere”, rilanciando su soluzioni condivise: dalla logistica al rafforzamento del trasporto su rotaiafino a sistemi di pedaggi variabili e altri investimenti per la resilienza dei flussi.


