A Trento è stato presentato il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto documento curato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa). L’incontro ha messo in rilievo dati operativi e valutazioni strategiche sul rapporto tra rischio idrogeologico e rete dei trasporti, con numeri che descrivono l’estensione delle infrastrutture gestite dall’agenzia e la pervasività del fenomeno del dissesto.
Durante la presentazione sono stati ricordati volumi e responsabilità: Ansfisa controlla 840000 chilometri di strade e di autostrade, 18500 chilometri di ferrovie e oltre 9000 impianti fissi. Nel contesto di questi numeri il Libro Bianco sottolinea che «Il dissesto idrogeologico rappresenta una minaccia costante per la quasi totalità del territorio nazionale.» e indica linee di intervento per migliorare la gestione del rischio.
Contenuti chiave del Libro Bianco e impatto sul territorio
Il documento presentato offre una mappatura delle criticità e propone misure per aumentare la resilienza delle reti di trasporto. Dal testo emerge chiaramente che «Circa il 94% dei comuni italiani sono soggetti a fenomeni di dissesto idrogeologico.» Questa cifra è richiamata per motivare l’urgenza di interventi coordinati e di lungo periodo sulle infrastrutture, sia stradali che ferroviarie.
Dati gestionali di Ansfisa
I numeri forniti dall’agenzia illustrano l’ampiezza dei compiti: la gestione di 840000 chilometri di rete stradale e autostradale, insieme a 18500 chilometri di linee ferroviarie e più di 9000 impianti fissi, pone sfide organizzative e operative rilevanti. Il Libro Bianco non si limita a descrivere lo stato dell’arte, ma contiene anche proposte operative: «Dal Libro Bianco emergono proposte migliorative per una gestione efficace del rischio» ha ricordato il direttore di Ansfisa, Domenico Capomolla.
Dichiarazioni locali e attenzione alle specificità montane del Trentino
Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti ha contestualizzato la presentazione richiamando la natura montana del territorio: «Siamo un territorio particolare, di montagna, con i suoi rischi e le sue bellezze.» Fugatti ha evidenziato come, nella provincia, esistano strumenti locali di pianificazione e prevenzione, sottolineando che ogni Comune dispone di un piano di protezione civile e che il Trentino possiede una propria carta della pericolosità.
Nel suo intervento il presidente ha ricordato la storia locale fatta anche di eventi difficili da gestire e, talvolta, tragici, per ribadire la necessità di mantenere e rafforzare gli investimenti in prevenzione e nella manutenzione delle infrastrutture. In questa cornice ha richiamato l’attenzione sulla relazione tra gestione del territorio, sicurezza e capacità ingegneristica: «Le infrastrutture significano sicurezza, gestione del territorio e capacità ingegneristica».
Il dibattito sul trasporto merci e il tunnel del Brennero
Nel corso dell’incontro è emerso anche il tema dello spostamento del traffico pesante dalla rete autostradale all’asse ferroviario. Fugatti ha definito questa questione «Un tema ambientale e culturale» e ha ribadito la posizione sul grande progetto infrastrutturale: «Il tunnel del Brennero deve essere fatto, perché è anche una questione ambientale centrale». L’argomento è stato posto come parte di una visione che collega mobilità, impatto ambientale e pianificazione territoriale nelle aree montane.
La presentazione a Trento ha
Le dichiarazioni ufficiali di Ansfisa e della Provincia di Trento, con i dati esposti e le raccomandazioni contenute nel documento, delineano un quadro operativo che mette al centro la prevenzione e l’adeguamento infrastrutturale, in un territorio dove la complessità geomorfologica impone soluzioni mirate e durature.


