Un’operazione internazionale ha portato allo smantellamento di una rete di condivisione di materiale pedopornografico online. Coordinata dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Lombardia l’operazione Iris ha visto il coinvolgimento di diverse sezioni della Polizia postale tra cui quella di Varese.
L’indagine, avviata nel dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) ha permesso di ricostruire una rete attiva tra Lombardia e Campania. Gli arrestati, di età compresa tra i 40 e i 64 anni risiedono tra Milano la provincia di Lodi il Comasco e il Napoletano.
L’operazione Iris e il ruolo della Polizia postale
L’operazione Iris ha portato all’arresto di sei persone e alla denuncia di altre tre con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Durante le perquisizioni, gli agenti hanno sequestrato oltre 200mila file tra immagini e video relativi allo sfruttamento sessuale di minori, un quantitativo definito particolarmente rilevante dagli investigatori.
Determinante per il successo dell’operazione è stato il contributo di un’organizzazione no profit internazionale che ha permesso agli investigatori di individuare gli account utilizzati per scaricare e condividere immagini e video illegali. Oltre alla Polizia postale di Varese al blitz hanno partecipato anche le sezioni operative di BresciaBergamoComoMantova e Pavia insieme al Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Napoli.
L’arresto di un settantenne a Trento
Nelle scorse ore, un settantenne è stato arrestato a Trento con l’accusa di divulgazione e detenzione di materiale multimediale di natura pedopornografica. L’indagine, condotta dal Centro Operativo per la sicurezza cibernetica di Trento su impulso del Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia online di Roma è partita da una segnalazione pervenuta nell’ambito dell’attività di cooperazione internazionale di polizia.
La Polizia postale di Trento è riuscita a individuare l’uomo, che è stato fermato mentre condivideva numerosi file pornografici realizzati con l’utilizzo di minorenni. L’analisi tecnico forense sui suoi device ha permesso di far emergere immagini e video scaricati dal web, tutti di natura pedopornografica. Il settantenne, arrestato in flagranza di reato, è stato portato nel carcere di Spini di Gardolo.



