La Terza commissione del Consiglio provinciale di Trento, presieduta da Vanessa Masè, ha ospitato una relazione del presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, sullo stato del dibattito relativo al bypass ferroviario di Rovereto. L’audizione ha messo in luce tensioni politiche e tecniche, con particolare attenzione alle ricadute per la Vallagarina e alle preoccupazioni sollevate dalle comunità locali.
L’intervento di Fugatti ha toccato sia questioni di metodo sia elementi concreti: dalla recente protesta al Brennero, avvenuta tre giorni fa, fino alla necessità di bilanciare le istanze ambientali con le opere necessarie per la mobilità e il trasporto merci.
Proteste e posizionamenti politici
Il presidente ha richiamato l’attenzione sul fatto che la manifestazione del Brennero — pur non condividendo le modalità — rappresenta una voce legittima delle popolazioni interessate e contribuisce al confronto in Vallagarina, dove è emersa anche l’ipotesi dell’“opzione zero”. Fugatti ha sottolineato che le tematiche ambientali vanno affrontate realizzando le opere necessarie localmente e che né la PAT né RFI imporranno unilateralmente il percorso. Tuttavia, ha messo in guardia sul rischio che la vallata possa trovarsi isolata se dovesse prevalere un rifiuto totale del bypass.
Reazioni dei gruppi e delle amministrazioni
La consigliera Michela Calzà ha espresso solidarietà verso i comuni dell’asta dell’Adige, richiedendo dettagli sull’ipotesi di un osservatorio simile a quello utilizzato per il bypass di Trento e sull’eventuale innesto con la tratta Rovereto–Riva, per la quale la PAT ha stanziato risorse significative per la progettazione. Lucia Coppola ha invece evidenziato problematiche operative come le terre di scavo, il traffico di cantiere, l’aumento delle polveri e l’inquinamento da PFAS correlato ad alcuni composti usati nel cemento.
Dati tecnici e scenari per il trasporto merci
L’ingegner De Col ha ricordato le fasi impattanti tipiche dei grandi cantieri, citando la galleria di Martignano come esempio di dialogo con la popolazione. Dal punto di vista dei flussi, ha richiamato un dato significativo: sull’A22 transitano oggi circa 10 mila camion, ma solo il 10% viene trasferito su rotaia. Con l’apertura del tunnel del Brennero l’obiettivo indicato è di convogliare fino a 4 mila camion sui treni, aumentando così la quota di traffico merci su ferro.
Conseguenze delle scelte progettuali
Fugatti ha avvertito che la ricerca dell’ipotesi perfetta può portare a soluzioni non realizzabili e, di fatto, peggiorare la situazione: un progetto approvato in modo irrealistico potrebbe comportare il transito di un numero maggiore di treni attraverso i centri della Vallagarina rispetto alla configurazione attuale. Su questo punto anche Roberto Stanchina ha richiamato l’esperienza del dibattito a Trento, dove è emersa la difficoltà di attuare percorsi alternativi non compatibili con le condizioni tecniche.
Infrastrutture complementari e numeri del tunnel del Brennero
L’interporto è stato segnalato come elemento centrale per lo shift modale: secondo De Col è necessario un intervento di rimodernamento da finanziare con circa 50 milioni. L’ingegner Mauro Groff ha fornito dati sull’impatto del tunnel del Brennero: i nuovi convogli potranno trasportare fino a 600 ton in più rispetto agli attuali, con composizioni lunghe 750 metri invece degli attuali 450 metri. Il tempo di percorrenza tra Brennero e Innsbruck dovrebbe passare da 80 minuti a 25 minuti, grazie anche a un tracciato più corto di 20 km; inoltre il 94% degli scavi del tunnel risulta completato e sono avviati i lotti di Ponte Gardena e di Trento.
Rovereto–Riva e tempistiche progettuali
Per la tratta Rovereto–Riva è previsto lo studio di fattibilità economica entro il 2027 e i lavori relativi al raddoppio del Brennero e alla Rovereto–Riva procedono separatamente in quanto i progetti non si interferiscono. L’ingegnere ha ricordato che mercoledì successivo era programmato un incontro con RFI per aggiornare la valutazione economica e i costi dei cantieri.
La variante stradale di S. Ilario e il cronoprogramma
L’ingegner Anderle ha illustrato le soluzioni per la variante di Rovereto, con particolare attenzione al tratto a fianco della ferrovia a Volano e alla possibile galleria artificiale. La gara per il progetto di fattibilità ha ricevuto sei proposte e la commissione tecnica ha concluso le valutazioni: il progetto definitivo avrà un costo stimato di 38 milioni, con inizio lavori previsto nel 2028 e fine lavori nel 2030, per una durata complessiva stimata in circa 7 anni e mezzo.
La discussione in commissione ha messo in rilievo la necessità di un equilibrio tra tutela ambientale, ascolto delle comunità locali e concretezza progettuale, tema che rimane al centro del dibattito pubblico in Trento e nella Vallagarina.


