A Trento si è aperto un viaggio celebrativo che guarda indietro a cento anni di canto corale e in avanti verso il consolidamento di una tradizione. Il primo appuntamento si è svolto al Castello del Buonconsiglio, lo stesso luogo che il 25 maggio 1926 ospitò la prima esibizione pubblica di un coro alpino: quell’episodio è considerato l’atto di nascita della coralità alpina trentina. Protagonisti delle celebrazioni sono stati i cori storici della Sosat e della Sat, che hanno dato l’avvio a un anno di iniziative dedicate al centenario.
Le origini e il valore storico
La storia prende forma negli anni Venti grazie all’intuizione di Nino Peterlongo, che raccolse giovani appassionati di canto nella neonata Sezione operaia della Società degli Alpinisti Tridentini. Da quella timida esibizione «dietro un paravento» al Castello nacque un percorso che avrebbe preso identità attraverso contributi di figure determinanti come Luigi Pigarelli, Antonio Pedrotti e Franco Sartori. Oggi la memoria di quei primi passi convive con la realtà organizzativa moderna: la Federazione cori del Trentino raggruppa oltre 200 cori e più di 6.000 cantori, mentre il Centro nazionale coralità del CAI fa capo a una rete diffusa di cori e cantori su scala nazionale.
Il debutto del 25 maggio 1926
Quel 25 maggio è rimasto nella narrazione collettiva come data simbolo: la prima uscita pubblica dei gruppi canori trentini segnò l’inizio di una tradizione che avrebbe intrecciato montagna, comunità e musica. La semplicità di quel gesto, giovani voci riunite per cantare, ha alimentato un repertorio e uno stile riconosciuto come pilastro della cultura corale alpina. La celebrazione attuale ha voluto rimarcare questa continuità storica, riportando il luogo e le voci al centro di una memoria condivisa.
Le celebrazioni del centenario
La giornata inaugurale ha previsto momenti istituzionali e un concerto serale. Nel pomeriggio al Castello si sono susseguiti gli interventi dei presidenti dei cori, tra cui Andrea Zanotti e Claudio Pedrotti, e di rappresentanti istituzionali come l’assessora provinciale Francesca Gerosa e il sindaco di Trento Franco Ianeselli. La presentazione del volume “Cordate vocali”, edito dal CAI, ha offerto una chiave di lettura storica e documentaria del fenomeno; il libro è stato accompagnato da un momento di riflessione affidato anche a voci del giornalismo culturale.
Il concerto all’Auditorium Santa Chiara
La serata ha visto sul palco, alle 20:00, l’unione delle voci del Coro della Sosat e del Coro della Sat, rispettivamente diretti dal maestro Roberto Garniga e da Mauro Pedrotti insieme a Fiorella Monsorno. L’esibizione, pensata come un momento raccolto, ha avuto la particolarità di un organico contenuto (circa 70 coristi) e un allestimento in camera acustica, senza ricorso all’amplificazione: una scelta sonora che ha privilegiato l’intimità delle voci e la qualità timbrica del repertorio. Il ricavato della serata è stato devoluto in beneficenza alla cooperativa sociale La Rete, sottolineando l’impegno civile associato all’evento.
Programma e prospettive per il 2026
Il centenario non si esaurisce in una singola giornata: è stato presentato come un percorso che attraverserà l’intero 2026, con appuntamenti diffusi dalla montagna alla città. Tra gli eventi già annunciati spicca la Festa della Federazione cori del Trentino prevista per il 6 giugno in Piazza Duomo, oltre a iniziative formative, concerti e incontri che coinvolgeranno l’intero sistema corale provinciale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la rete di gruppi vocali e promuovere la trasmissione generazionale del repertorio tradizionale e contemporaneo.
Guardare al futuro mantenendo la tradizione
Le celebrazioni pongono l’accento su due aspetti complementari: la tutela delle radici storiche e l’innovazione nell’operare corale. Rafforzare la rete dei cori, promuovere attività didattiche e ampliare la visibilità del repertorio alpino sono passi fondamentali per garantire che la coralità trentina continui a vivere nelle nuove generazioni. Il centenario diventa così non solo un rito di memoria, ma una piattaforma per progettare il futuro del canto corale in provincia e oltre.



