5 Ottobre 2026 ☁ 21°

Costo carburante per i lavoratori: 2 000 euro annui sulla tratta Brentonico-Trento

Il prezzo della benzina può trasformare il tragitto Brentonico‑Trento in una spesa di quasi duemila euro annui, dietro a una serie di dati e richieste provinciali.

Costo carburante per i lavoratori: 2 000 euro annui sulla tratta Brentonico-Trento

Nel panorama della mobilità lavorativa trentina, il viaggio quotidiano dall’ambita valle di Brentonico al capoluogo Trento rappresenta un caso emblematico. L’altezza della spesa per il solo carburante supera la soglia dei 2 000 €, un valore che occorre contestualizzare rispetto al contesto lavorativo e alle politiche di trasporto della provincia.

Federconsumatori del Trentino ha realizzato una simulazione che parte da un percorso di 38 km singolo, ovvero 76 km andata-ritorno, ripetuto per 220 giorni lavorativi. Con un consumo medio di 6 l per 100 km e un prezzo del carburante intorno a 2 € al litro, la stima arriva a quasi 2 000 € all’anno, senza includere assicurazione, manutenzione o pneumatici.

Il conto della benzina per il pendolare Brentonico-Trento

Il calcolo si basa su 17 000 km percorsi in un anno solare. Moltiplicando i 17 000 km per il consumo medio (6 l/100 km) si ottengono circa 1 020 l di benzina. A 2 € al litro, il risultato è circa 2 040 €. Questa cifra, pur riferita solo al carburante, è già pari all’11 % della spesa media familiare, una percentuale derivata da un’elaborazione di Nomisma su dati ISTAT.

Dettaglio del consumo medio e del prezzo al litro

Il valore di 6 l/100 km è tipico di veicoli a benzina di media cilindrata. Con l’attuale trend di aumento dei prezzi, la soglia di 2 € al litro è una media mensile registrata nel 2024. Qualsiasi variazione al rialzo impatterebbe ulteriormente il bilancio del pendolare mentre un ribasso potrebbe mitigare l’onere, ma resta una voce fissa e rilevante.

Il ruolo dell’auto nella mobilità trentina e l’incidenza sui bilanci familiari

Secondo i dati ISPAT del 2024, il 66,6 % degli occupati nella Provincia autonoma di Trento utilizza l’auto come conducente per gli spostamenti quotidiani. Questo dato conferma che l’automobile è il mezzo di trasporto predominante, soprattutto per chi proviene da comuni meno serviti come Brentonico.

Nel contesto di una spesa media mensile composta per il 70 % da voci obbligate, il segmento dei trasporti rappresenta una quota significativa. L’11 % di incidenza citato sopra dimostra come la mobilità possa diventare una barriera economica, specialmente per le famiglie a reddito medio-basso che vedono ridursi la capacità di spesa.

Le iniziative provinciali e le richieste di Federconsumatori

La Provincia autonoma di Trento ha introdotto un abbonamento agevolato a 25 € per autobus e treni, valido da settembre a dicembre. Sebbene l’iniziativa sia vista come un passo positivo, l’associazione sottolinea che l’offerta non è sufficiente a coprire tutti i bisogni dei lavoratori, soprattutto per chi ha turni irregolari o dipende da coincidenze poco flessibili.

Federconsumatori ha avanzato tre richieste concrete: confermare le agevolazioni sul trasporto pubblico anche per il 2027, avviare uno studio approfondito sulla mobilità nelle zone meno servite per valutare interventi mirati, e rivedere le politiche di sostegno al reddito alla luce del crescente costo della vita. L’obiettivo è evitare che la spesa per gli spostamenti diventi un nuovo criterio di disuguaglianza sociale.

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