6 Ottobre 2026 🌤 15°

Due soccorsi sul Lago di Garda: catamarano incagliato e natante liberato

Due salvataggi coordinati dalla Guardia Costiera tra Riva del Garda e le isole: nessun ferito, imbarcazioni messe in sicurezza

Due soccorsi sul Lago di Garda: catamarano incagliato e natante liberato

Una giornata impegnativa per le autorità di soccorso sul Lago di Garda ha portato al salvataggio di dieci persone in due operazioni distinte. Il primo episodio ha avuto come protagonista un catamarano ribaltato e bloccato contro la scogliera del litorale ovest di Riva del Garda, con a bordo una famiglia di turisti tedeschi composta da padre, madre e un bambino di sette anni. Il pronto intervento della Guardia Costiera ha permesso il recupero in sicurezza dei naufraghi senza che fosse necessaria alcuna assistenza medica.

Nella stessa mattinata è scattato un secondo allarme tra le isole di San Biagio e del Garda, dove un natante a motore si era incagliato tra scogli affioranti. L’intervento, coordinato dalla sala operativa del Primo Nucleo Guardia costiera del Lago di Garda, ha richiesto la collaborazione dei Vigili del Fuoco per le operazioni di disincaglio e il rimorchio dell’imbarcazione nel porto di Porto Torchio a Manerba.

Primo intervento: il catamarano e la famiglia

L’allarme per il catamarano è stato lanciato da un diportista che ha notato l’imbarcazione capovolta e incastrata sulla scogliera a picco. Dal porto di Torbole è partita immediatamente l’unità pneumatico GC B197, che ha intercettato i tre occupanti e li ha trasferiti a bordo in condizioni stabili. Il recupero è stato eseguito con condizioni opportune di sicurezza, grazie alla prontezza dei militari e alla conoscenza del tratto di costa.

Assistenza e recupero dell’imbarcazione

Dopo lo sbarco nel porto di Riva del Garda, dove i soccorritori hanno verificato l’assenza di traumi, il catamarano è stato affidato a una scuola di vela locale per le operazioni di recupero e messa in sicurezza. Il lavoro congiunto tra la Guardia Costiera e gli operatori della vela ha permesso di limitare ulteriori rischi per la navigazione e per l’ambiente circostante, evitando dispersioni o ancoraggi pericolosi lungo la scogliera.

Secondo intervento: natante incagliato tra le isole

In seguito al secondo allarme, la sala operativa ha inviato il battello pneumatico GC A58 e richiesto il supporto dei Vigili del Fuoco per gestire un natante a motore rimasto bloccato tra scogli affioranti. Le caratteristiche del fondale e la presenza di ostacoli sommersi hanno reso le manovre delicate, imponendo un approccio coordinato e attento per salvaguardare l’incolumità degli occupanti e prevenire danni strutturali all’imbarcazione.

Manovre complesse e risultato operativo

Le operazioni si sono concluse con il recupero dei sette diportisti a bordo, senza riportare feriti. Successivamente i Vigili del Fuoco di Salò hanno proceduto al disincaglio del natante e al suo trasferimento nel sorgitore di Porto Torchio a Manerba per il rimorchio definitivo e il controllo tecnico. L’intervento ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra le diverse componenti di soccorso in ambiente lacustre.

Le lezioni dell’operazione e raccomandazioni

Questi episodi sottolineano come, anche in acque interne come il Lago di Garda, siano fondamentali prudenza e preparazione: conoscere le condizioni del fondale, rispettare i limiti di navigazione e segnalare tempestivamente ogni anomalia. La rapidità d’intervento della Guardia Costiera e il coordinamento con i Vigili del Fuoco hanno garantito esiti positivi, ma resta valido l’invito ai diportisti a dotarsi di equipaggiamento adeguato e a seguire le indicazioni operative locali.

In sintesi, il bilancio delle due missioni è positivo: dieci persone tratte in salvo, nessun ferito e le imbarcazioni poste in sicurezza grazie all’intervento congiunto delle autorità. Gli eventi ricordano che la prevenzione e la conoscenza del territorio nautico sono elementi chiave per ridurre i rischi e facilitare gli interventi in caso di emergenza.

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