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Farmacia di Civezzano, il Comune pronto a difendere i servizi di prossimità

La comunità di Civezzano si oppone al trasferimento della farmacia dal centro storico all'area commerciale. Scopri le motivazioni e le prossime mosse.

Farmacia di Civezzano, il Comune pronto a difendere i servizi di prossimità

La vicenda della farmacia di Civezzano ha acceso un vivace dibattito tra cittadini, amministratori locali e istituzioni sanitarie. Al centro della controversia c’è il progetto di trasferire il servizio farmaceutico dal centro storico all’area commerciale di Strada delle Campagne. Una decisione che ha scatenato reazioni contrastanti e che ha portato alla presentazione di una petizione popolare firmata da 730 cittadini.

La questione è stata al centro delle consultazioni della Quarta Commissione, presieduta da Maria Bosin, che ha ascoltato le diverse posizioni in merito. Tra i temi trattati anche la localizzazione della nuova residenza sanitaria assistenziale nel comune di Vallarsa e il disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito.

La petizione dei cittadini di Civezzano

Gianni Zampedri, uno dei referenti della petizione, ha sottolineato l’importanza della farmacia per la comunità locale, in particolare per gli anziani. Secondo Zampedri, il trasferimento della farmacia comporterebbe un sacrificio significativo per i servizi di prossimità fondamentali per i 400 ultra 75enni residenti a Civezzano. I due chilometri che separano il centro commerciale Europa dal paese potrebbero rappresentare un ostacolo insormontabile per molti cittadini.

Zampedri ha anche ricordato che la farmacia rurale è un elemento cruciale per la vitalità del paese soprattutto in un momento in cui sono in costruzione i nuovi ambulatori nelle vicinanze. Le proposte di compromesso, come l’istituzione di un dispensario di farmaci in centro o l’introduzione di una navetta di collegamento, non hanno convinto i firmatari della petizione.

Le preoccupazioni della comunità

Roberta Caresia, altra referente della petizione, ha evidenziato che la farmacia rurale risponde a bisogni sanitari specifici e non è solo un’attività commerciale. La chiusura della farmacia in centro storico comporterebbe un impatto negativo non solo sul traffico privato, ma anche sulla vita sociale del paese. Caresia ha ricordato che la maggioranza e la minoranza del Consiglio comunale si sono espresse contro il trasferimento, così come la Comunità di valle.

La questione ha sollevato anche interrogativi sul ruolo della politica e dell’autonomia nelle scelte sanitarie. Eleonora Angeli del Gruppo Misto ha sottolineato che, nonostante la competenza tecnica spetti all’Asuit, è fondamentale considerare le esigenze della popolazione. Francesca Parolari del Pd ha ribadito l’importanza di tenere conto dei temi sociali oltre alla mera misurazione del servizio farmaceutico.

Le posizioni dei partiti

Stefania Segnana della Lega ha ricordato che la commissione ha supportato la posizione dei cittadini e ha chiesto all’Asuit di valutare non solo gli aspetti tecnici, ma anche le posizioni degli utenti e del Comune. Daniele Biada di FdI ha sottolineato che la questione riguarda tutti i comuni del Trentino, dove le farmacie sono fondamentali per la vitalità delle comunità locali.

Michela Calzà del Pd ha evidenziato la necessità di difendere i servizi di prossimità, ricordando che problemi analoghi a quello di Civezzano sono presenti in tutte le realtà del Trentino. Le risposte positive, ha aggiunto, sono state date solo dalle reti delle farmacie comunali, un fatto che ancora una volta evidenzia l’importanza dell’intervento pubblico nell’ambito della sanità.

La battaglia per salvare la farmacia di Civezzano continua, con il Comune pronto a esplorare anche le vie legali per difendere i servizi di prossimità e le esigenze della comunità locale.

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