Il 08 GIU la proposta della Provincia di Bolzano di esporre la bandiera arcobaleno sulle sedi provinciali durante il Pride Month ha riacceso il confronto pubblico in Alto Adige. A intervenire è stato l’assessore provinciale e commissario di Forza Italia Alto AdigeChristian Bianchiche ha ribadito alcune linee guida su ruolo e responsabilità degli enti pubblici.
Nell’intervento Bianchi ha sottolineato che «il rispetto della persona e delle sue scelte individuali debba essere sempre garantito», ma ha subito affiancato questo principio alla necessità di mantenere una «posizione di rigorosa neutralità» da parte delle istituzioni. Il nodo del ragionamento è la distinzione tra tutela dei diritti e partecipazione simbolica a campagne o movimenti.
La rappresentanza di tutta la comunità secondo Christian Bianchi
Secondo Bianchi, lo spazio pubblico e l’azione amministrativa devono avere come fulcro la persona nella sua singolarità: per questo motivo le istituzioni, dallo Stato fino alla Provincia, non dovrebbero identificarsi con particolari movimenti o sensibilità. «Lo Stato, la Provincia e le istituzioni pubbliche non sono chiamati a rappresentare una parte della società, ma l’intera comunità», ha affermato, richiamando un principio di equidistanza che, a suo giudizio, rafforza la capacità degli enti di garantire i diritti a tutti.
Neutralità intesa come garanzia di equità
Per l’assessore la neutralità non è sinonimo di indifferenza: «Neutralità non significa disinteresse», ha detto, precisando che il compito pubblico è far sì che qualsiasi cittadino che entri in un edificio istituzionale percepisca quell’ambiente come la casa comune di tutti. Questo significa evitare che gli spazi pubblici appaiano come luoghi dove vengono privilegiate determinate convinzioni rispetto ad altre.
Da simboli a politiche concrete: il focus sulle azioni
Bianchi insiste sull’idea che il contrasto alle discriminazioni debba tradursi in interventi tangibili: servizi, pari opportunità e tutele giuridiche. A suo dire, l’adesione simbolica a iniziative pubbliche rischia di sostituire o diluire l’impegno su misure operative. «Più l’istituzione resta imparziale, più può essere garante dei diritti di tutti», ha sottolineato, ribadendo che la centralità della persona implica che le istituzioni favoriscano l’eguaglianza attraverso politiche concrete piuttosto che attraverso bandiere o marcatori identitari.
Nel suo ragionamento emerge un approccio che separa la sfera della coscienza individuale e del confronto civile dalla rappresentazione istituzionale: «Più riconosciamo il valore della persona nella sua unicità e libertà, meno abbiamo bisogno che sia l’ente pubblico a prendere posizione su questioni che appartengono alla coscienza individuale e al libero confronto della società civile», ha aggiunto Bianchi, contestualizzando la sua posizione in vista del dibattito pubblico in Alto Adige.
Il quadro locale del dibattito a Bolzano
La proposta di esposizione della bandiera arcobaleno nelle sedi della Provincia ha rappresentato il punto di partenza del confronto politico a Bolzano, con posizioni differenti sui modi in cui un ente territoriale dovrebbe manifestare vicinanza a tematiche sociali. L’intervento di Bianchi si inserisce in questo confronto richiamando la funzione neutrale delle istituzioni come strumento per mantenere l’imparzialità nelle garanzie dei diritti.
Il tema sollevato rimane quindi duplice: da una parte la necessità di riconoscere e proteggere i diritti delle singole persone; dall’altra l’opportunità, per le istituzioni pubbliche, di misurare i propri gesti simbolici alla luce della missione di servire l’intera comunità senza schieramenti. Le dichiarazioni di Bianchi danno una lettura chiara di questo equilibrio, puntando sull’azione concreta e su un concetto di neutralità istituzionale intesa come garanzia di equità e rappresentanza per tutti.


