Il Pergine Festival ha chiuso i battenti l’11 luglio 2026, lasciando un segno indelebile nella comunità di Pergine Valsugana. La 51ª edizione, intitolata Geografie Umane ha portato il teatro fuori dai luoghi tradizionali, trasformando gli spazi quotidiani in palcoscenici di emozioni e riflessioni.
Diretto da Babilonia Teatri il festival ha offerto una varietà di spettacoli che hanno coinvolto il pubblico in modi unici e innovativi. Dagli spettacoli in cuffia alle performance musicali, ogni evento ha cercato di creare un legame profondo con la comunità locale.
Esperienze immersive: teatro in cuffia e performance interattive
Tra gli spettacoli più innovativi ci sono stati The Walks di Rimini Protokoll e Città Natale di Jonathan Zenti. The Walks ha invitato il pubblico a esplorare Pergine attraverso un’esperienza in cuffia, guidata da un’app che narrava storie di cronaca e disincanto, mettendo in luce la prossemica nelle relazioni quotidiane.
Città Natale invece, ha portato gli spettatori in un viaggio intimo e personale, seduti al bar dell’hotel La Rotonda Experience. Attraverso una narrazione sonora, lo spettacolo ha esplorato temi di disattenzione, egotismo e riscatto, creando un’esperienza condivisa ma profondamente individuale.
Spettacoli in piazza e concerti coinvolgenti
La piazza è stata il cuore pulsante del festival, con spettacoli che hanno coinvolto attivamente il pubblico. Damoclès del Cirque Inextremiste ha creato un cerchio magico di empatia e fiducia, mentre il concerto di Cristiano Godano e Drigo ha illuminato la serata con musica e tramonti mozzafiato.
La notte è stata dedicata a Elementare di Amigdala una performance musicale notturna che ha trasformato il sonno e il dormiveglia in un’esperienza condivisa e profondamente individuale. Gli spettatori hanno potuto distendersi su materassi, ascoltando voci a cappella e osservando un’artista dipingere su lenzuola bianche.
Drammaturgia contemporanea e progetti speciali
Il festival ha dato spazio alla drammaturgia contemporanea con spettacoli come La futura classe dirigente di Caterina MarinoAtti degli Apostoli del Collettivo Baladam B-Side e Nervo Vago di Rita Frongia. Questi spettacoli hanno affrontato temi come la dipendenza emotiva, le aspettative generazionali e il consumismo capitalista.
Un progetto speciale è stato Overtourism che ha coinvolto giovani artisti come Tommaso Mattia Russi e Federica Cotti esplorando l’impatto del turismo di massa sulle comunità locali.
L’ultima giornata del festival ha visto una serie di spettacoli in diversi luoghi di Pergine, tra cui Momo. Il Dio della burla di Teatro Medico IpnoticoMy Age di Silvia Gribaudi e Le dolenti note della Banda Osiris. La serata si è conclusa con un concerto di Orieste y sus problemas in Piazza Fruet, trasformando la chiusura del festival in una vera e propria fiesta cumbiera.



