La Questura di Trento ha una nuova guida per la Squadra mobile il vice questore Annalisa Stefani, trasferita dall’incarico che ricopriva a Siracusa. Il cambiamento di vertice segna un passaggio operativo importante per la polizia cittadina: Stefani porta con sé l’esperienza degli ultimi mesi e un curriculum segnato da indagini contro la criminalità organizzata, con sequestri di ingenti quantitativi di droga e il ritrovamento di numerose armi.
Nel suo primo giorno alla guida della mobile trentina, il vice questore ha gestito un intervento che si è concluso con un arresto per rapina e lesioni, a dimostrazione di un avvio operativo immediato e di una presenza sul territorio che combina controllo e attività investigativa.
Il percorso professionale di Annalisa Stefani e i risultati conseguiti
Stefani, classe 1982, arriva a Trento dopo aver diretto la Squadra mobile di Siracusa a partire da aprile 2026. In quella veste ha coordinato operazioni che hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti e al rinvenimento di armi, azioni finalizzate al contrasto della criminalità organizzata e della delittuosità diffusa. Il suo lavoro a Siracusa è stato caratterizzato da indagini complesse, con arresti e fermi che hanno interessato sia reti di spaccio sia canali di rifornimento di armi.
Operazioni significative e impatto sul territorio
Le operazioni condotte sotto la sua direzione hanno avuto un duplice effetto: da un lato la sottrazione di risorse e strumenti alle organizzazioni criminali, dall’altro il rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo nelle aree più colpite da fenomeni di illegalità. Il ricorso a indagini coordinate e all’azione sinergica con altri uffici ha reso possibile sequestri di considerevole entità e un aumento degli arresti per reati legati a droga e armi.
Il quadro degli avvicendamenti in Questura: ruolo di Sergio Papulino e nuovo commissario
Il trasferimento di Stefani si inserisce in un più ampio riassetto degli incarichi: il dirigente precedente della mobile di Trento, Sergio Papulino, è stato destinato a un altro incarico all’interno della stessa Questura. A fianco della nuova dirigente è stato presentato anche il commissario Giacomo Moschini, 28 anni, fresco uscente dal 114º Corso per commissari della Polizia di Stato.
Moschini, laureato in Giurisprudenza a Trento, inizierà un periodo di tirocinio della durata di un anno in Questura. Questa scelta punta a coniugare la guida esperta della nuova dirigente con l’inserimento progressivo di giovani dirigenti pronti a confrontarsi con le attività operative e investigative della mobile.
Il primo arresto gestito a Trento
Il primo arresto seguito direttamente da Stefani a Trento riguarda un episodio di rapina con lesioni: l’intervento tempestivo della Squadra mobile e del personale di prevenzione ha portato all’individuazione del responsabile e all’attivazione delle procedure investigative per chiarire le responsabilità. Il caso sottolinea la necessità di una stretta collaborazione tra controllo del territorio e attività investigativa, tema su cui la dirigente ha posto l’accento sin dal suo insediamento.
L’approccio delineato da Stefani in conferenza stampa evidenzia la priorità data alla sinergia con i presidi territoriali e con l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico: elementi ritenuti essenziali per contrastare la criminalità diffusa che interessa anche realtà urbane come Trento.
Movimenti in Sicilia: la successione a Siracusa
Il ruolo lasciato libero a Siracusa è stato affidato a un nuovo dirigente, nel quadro di una riorganizzazione che mantiene l’attenzione sulle priorità investigative della zona. Il passaggio è stato formalizzato contestualmente al trasferimento di Stefani a Trento; la continuità operativa e il mantenimento degli obiettivi di contrasto a droga e armi restano centrali per le squadre investigative coinvolte.
Nel complesso, il cambio al vertice della Squadra mobile di Trento rappresenta un momento di rinnovamento che punta a sfruttare l’esperienza maturata in contesti complessi e a integrare nuove professionalità per rafforzare la capacità di risposta della polizia sul territorio.



