25 Settembre 2026 🌤 20°

In Trentino il primo centro regionale di giustizia riparativa apre le porte

Il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa di Trento ha avviato più di 250 colloqui, con oltre il 50% di casi risolti in chiave riparativa.

In Trentino il primo centro regionale di giustizia riparativa apre le porte

Il 25 settembre 2026 la Sala di rappresentanza del Consiglio regionale a Trento è stata teatro di un importante convegno dal titolo “Giustizia riparativa e sistema penale: fondamenti, esperienze e prospettive”. L’evento, promosso dalla Regione autonoma Trentino-alto adige in collaborazione con l’Università di Trento, ha segnato l’inaugurazione del Centro per la Giustizia Riparativa del distretto di Corte d’Appello di Trento, destinato a gestire percorsi volontari di mediazione tra vittime, autori e comunità.

Oltre alle presentazioni accademiche, la giornata ha ospitato interventi istituzionali che hanno messo in luce l’importanza di questo nuovo assetto. Il presidente della Regione, Arno Kompatscher ha ricordato che la regione si impegna nella mediazione penale fin dal 2004 e che, grazie alla Riforma Cartabia il percorso è ora formalmente istituzionalizzato, definendo il ruolo della regione nel più ampio rete di Centri per la Giustizia Riparativa. Egli ha definito la giustizia riparativa “la forma più civile per gestire le conseguenze dei reati” e ha citato Cesare Beccaria per sottolineare l’allineamento con la tradizione rieducativa della pena.

Inaugurazione del Centro per la Giustizia Riparativa a Trento

La cerimonia di apertura ha rappresentato un punto d’arrivo e di partenza per una politica che da anni si sviluppa sul territorio. Durante il suo intervento, Kompatscher ha enfatizzato come la giustizia riparativa rappresenti una risposta concreta alle esigenze di vittime e autori, offrendo un percorso in cui il dialogo può sostituire, o affiancare, il tradizionale iter penale. La presenza dei rappresentanti del Ministero della Giustizia e dell’Università di Trento ha attestato la rilevanza nazionale dell’iniziativa, confermando che il modello trentino potrà diventare un riferimento per altre regioni.

Primi risultati: numeri e dichiarazioni della coordinatrice

Alla presentazione ha partecipato Valeria Tramonte coordinatrice del Centro per la Giustizia Riparativa di Trento, che ha illustrato il bilancio operativo dal 1° gennaio ad oggi. La struttura ha ricevuto circa 200 richieste di accesso ai programmi e ha gestito più di 250 colloqui con vittime e presunti responsabili. Sono già 70 i percorsi conclusi, mentre il numero di pratiche in corso supera il doppio di quel valore. Importante notare che più del 50 % dei casi ha raggiunto un esito riparativo in linea con la media nazionale, ma con un volume di accessi particolarmente consistente per la regione.

Prossime iniziative operative

Tramonte ha annunciato la convocazione a breve di tavoli tecnico-operativi distrettuali che vedranno partecipare autorità giudiziarie, avvocatura, università e servizi territoriali. L’obiettivo è definire modalità operative più efficienti e rendere il servizio ancora più accessibile a tutta la cittadinanza, consolidando la rete di Centri per la Giustizia Riparativa a beneficio delle comunità locali.

Il percorso di mediazione: fasi, strumenti e effetti sul processo penale

Il modello adottato dal nuovo centro prevede incontri guidati da mediatori neutrali in un contesto protetto. Il percorso inizia con colloqui individuali, per poi evolversi in forme più articolate: mediazione diretta tra vittima e autore, mediazione estesa per gruppi familiari, o dialogo riparativo di comunità. Gli esiti possono essere simbolici, come scuse pubbliche, oppure materiali, quali risarcimenti o lavori di riparazione. Nonostante la mediazione si affianchi al processo penale, non prevede sconti automatici di pena; tuttavia, produce effetti giuridici rilevanti, tra cui la remissione tacita della querela per i reati procedibili a querela di parte e elementi di valutazione favorevoli per i giudici nella determinazione della pena e nell’accesso a benefici penitenziari.

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