5 Ottobre 2026 🌤 19°

Incidente sul lavoro a Falzes: uomo di 35 anni trovato senza vita

Ricerche all'alba in Val Pusteria hanno portato al ritrovamento del corpo in località Kofel, mentre gli inquirenti cercano di chiarire la dinamica

Incidente sul lavoro a Falzes: uomo di 35 anni trovato senza vita

Il territorio attorno a Falzes, in Val Pusteria, è stato teatro di un tragico incidente sul lavoro avvenuto il 24 maggio 2026. Un uomo di 35 anni, residente in zona e impegnato in attività boschive, non ha fatto rientro a casa dopo essersi recato nel bosco il giorno precedente con il suo mezzo. I famigliari, abituati alle lunghe giornate di lavoro fuori, hanno allertato i soccorsi solo all’alba quando la preoccupazione è aumentata: è così scattata una ricerca coordinata che ha portato a una drammatica scoperta.

Le operazioni si sono concentrate in località Kofel, dove il corpo del 35enne è stato rinvenuto in una zona ripida e difficile da raggiungere. Secondo una prima ricostruzione preliminare l’uomo avrebbe perso il controllo del proprio trattore lungo una via forestale, uscendo dalla strada e precipitando per circa 50 metri su un terreno impervio. I rilievi iniziali vanno letti con cautela: spetta ora alle autorità competenti completare gli accertamenti necessari per definire con precisione la dinamica dell’evento.

Ricostruzione dell’accaduto

Le informazioni raccolte sul posto indicano che il 35enne si era allontanato dalla sua abitazione nella giornata precedente per svolgere lavori nei boschi sopra il paese. Il mancato rientro ha indotto i parenti a segnalare la sua assenza alle forze dell’ordine all’alba del 24 maggio 2026, dando il via a una ricerca su larga scala. I soccorritori hanno perlustrato le strade forestali e i pendii della zona, fino a individuare il veicolo e il corpo in una posizione che suggerisce una caduta significativa dal tratto stradale. L’ipotesi prevalente è quella di una perdita di controllo che ha portato alla fuoriuscita dalla carreggiata.

Luogo e dinamica

La zona del ritrovamento, descritta come ripida e scoscesa, rende difficili interventi e ricostruzioni immediate. Il punto in cui è stato trovato il corpo è vicino a una strada secondaria usata per lavori silvo-pastorali, classificata come via forestale, e il tratto presenta pendenze tali da spiegare la caduta per diversi metri. Secondo i rilievi preliminari il mezzo sarebbe uscito di strada e precipitato per circa 50 metri: si tratta di una valutazione iniziale che dovrà essere confermata dagli accertamenti tecnici, ma che già delinea la gravità dell’impatto e la pericolosità dei tratti non asfaltati in ambiente montano.

Intervento dei soccorsi

Appena ricevuta la segnalazione si è attivata una vasta macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti il medico d’urgenza e i sanitari della Croce Bianca di Brunico, che hanno confermato il decesso. Hanno collaborato anche i volontari dei Vigili del fuoco di Falzes e Brunico, impegnati nel raggiungere l’area impervia e nel mettere in sicurezza la scena, oltre ai tecnici del Soccorso alpino per le operazioni di recupero su pendii ripidi. Ogni intervento è stato ostacolato dalla morfologia del territorio, rendendo necessarie procedure specifiche per il trasporto della salma.

Forze coinvolte e procedure

Alla ricerca e alle attività di recupero ha partecipato anche la Guardia di finanza, coinvolta nell’assistenza e nel coordinamento logistico. Sul luogo sono stati effettuati i primi rilievi da parte delle forze competenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità o fattori esterni. È prevista l’apertura di accertamenti formali per chiarire se si sia trattato di un incidente dovuto a un guasto meccanico, a condizioni del terreno o ad altri elementi. Nel frattempo la famiglia è assistita dai servizi locali.

Accertamenti e contesto

Le autorità hanno precisato che le indagini proseguiranno per accertare con esattezza le cause dell’incidente e per escludere altri fattori contributivi. Il caso richiama attenzione sui rischi legati al lavoro forestale, dove la presenza di strade non asfaltate, pendenze ripide e condizioni meteorologiche variabili aumentano l’esposizione al pericolo. Esperti e istituzioni locali sottolineano l’importanza di misure di prevenzione e di dotazioni adeguate per chi opera in quei contesti: la vicenda ribadisce come la sicurezza sul lavoro in ambiente montano richieda attenzione continua e interventi di tutela mirati.

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