La sessione d’esame per la Maturità 2026 si presenta con una fisionomia rinnovata e regole che spostano l’asse della valutazione verso l’interazione diretta dello studente. Il calendario ufficiale prevede l’avvio delle prove il 18 giugno alle 8.30 con la prima prova di italiano, mentre il Ministero dell’Istruzione ha comunicato criteri e numeri che definiscono l’ampiezza dell’operazione.
In totale sono chiamati a sostenere le prove 527.607 studenti: di questi, 513.479 sono candidati interni e 14.128 sono esterni. Le commissioni istituite sono 13.989 per un totale di 27.884 classi coinvolte. La composizione degli studenti per indirizzo è la seguente: 273.854 dai licei, 167.136 dagli istituti tecnici e 86.617 dagli istituti professionali.
Il colloquio orale come fulcro dell’esame e le conseguenze della condotta
La riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara eleva il colloquio a elemento centrale dell’accertamento: la prova orale, della durata prevista di 40-60 minutidiventa obbligatoria e strutturata. Il candidato deve partecipare in modo attivo: la scelta di mantenere una “scena muta” durante l’interrogazione comporterà la bocciatura immediata. In questo senso la novità segna una svolta, attribuendo al comportamento in classe un ruolo determinante per l’ammissione e l’esito finale.
Requisiti di ammissione e penalizzazioni
I candidati che presentano una valutazione di condotta inferiore a sei decimi non vengono ammessi alle prove finali. Per chi arriva al colloquio con un giudizio di condotta pari a sei, scatta invece una misura formativa: questi studenti dovranno obbligatoriamente redigere, presentare e discutere con la commissione un elaborato critico aggiuntivo su temi di cittadinanza attiva e solidarietà, con la tematica indicata dalla commissione prima dell’inizio dell’esame.
Materie fisse, collegamenti e percorsi scuola-lavoro
Una delle modifiche sostanziali riguarda la struttura disciplinare dell’orale: spariscono i collegamenti liberi e l’esame si concentra su quattro materie fisse. Queste comprendono l’italiano, la materia della seconda prova e due discipline scelte dal Ministero a gennaio; l’elenco è consultabile sul portale del Ministero. Durante l’interrogazione il candidato sarà chiamato a esporre anche l’esperienza pratica svolta nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex Pcto) e a confrontarsi su temi quali la Costituzione, l’ambiente e la cittadinanza.
Commissioni ridotte e nuovo sistema di punteggio
Per rendere la macchina d’esame più snella, la composizione delle commissioni passa da sette a cinque membri più il presidente: due commissari interni, due commissari esterni e un presidente esterno. La valutazione rimane espressa in centesimi, con la sufficienza fissata a 60. Il punteggio massimo si ottiene sommando: fino a 40 punti di crediti scolastici (accumulati nel triennio conclusivo), fino a 20 punti per la prima prova scritta, fino a 20 punti per la seconda prova e fino a 20 punti per l’orale.
Regole per i crediti e bonus
Per ottenere i 40 punti massimi di credito nel triennio sarà necessario vantare almeno il voto di 9 in comportamento. I punti bonus, ridotti a 3 rispetto ai precedenti 5, saranno assegnabili solo a chi conclude l’esame con almeno 90 punti. Il raggiungimento del traguardo di “100 e lode” richiederà 40 punti di credito, 60 punti pieni all’esame, nessun ricorso ai bonus e il parere unanime della commissione.
Calendari di fine anno e terza media
La chiusura delle lezioni per le scuole superiori varia per regione: la fine è fissata tra il 6 e il 13 giugno a seconda del territorio. Per la scuola secondaria di primo grado e per gli alunni che conclusero il primo ciclo, gli esami di terza media si tengono in genere tra la fine delle lezioni e il 30 giugno. L’esame di terza media prevede tre prove scritte, svolte in tre giornate anche non consecutive, e un colloquio finale.
La riorganizzazione della Maturità 2026 porta con sé un differente equilibrio tra valutazioni documentali e performance orale: l’intento dichiarato è quello di misurare non solo conoscenze, ma autonomia, responsabilità e partecipazione attiva degli studenti durante l’esame.


