L’Alpenverein Südtirol (Avs) ha ripreso con forza la sua battaglia per alleggerire il peso del traffico che attraversa i passi dolomitici, una questione che l’associazione segue da più di vent’anni. Il problema viene descritto dall’Avs come una pressione crescente che rischia di compromettere la fruizione delle montagne, la qualità della vita dei residenti e la sicurezza di chi pratica attività all’aperto.
Il presidente Georg Simeoni invita le istituzioni a sfruttare le nuove possibilità legislative emerse dalla riforma dell’autonomia per attuare provvedimenti urgenti. Tra le proposte più concrete avanzate c’è l’ipotesi di una chiusura sperimentale dei passi per alcuni mesi, misura che l’Avs considera un “primo passo nella giusta direzione” e su cui chiede di essere coinvolta attivamente nelle discussioni e nella definizione dei dettagli.
Le ragioni dell’allarme
Secondo l’Alpenverein, la trasformazione delle Dolomiti in un palcoscenico per esperienze motoristiche ad alta intensità è all’origine di molte criticità. L’associazione denuncia una commercializzazione crescente che promuove il noleggio di auto sportive e moto ad alte prestazioni, pubblicizzate come mezzi per “guidare al limite” sulle strade alpine. Questo modello, sostiene l’Avs, alimenta non solo un aumento dell’inquinamento atmosferico ma anche dell’inquinamento acustico, con impatti diretti sugli habitat protetti e sulla qualità dell’esperienza naturale.
Rischi per chi frequenta le montagne
Il fenomeno comporta inoltre un aumento di comportamenti di guida pericolosi che mettono a rischio ciclisti ed escursionisti: sorpassi azzardati, velocità e parcheggi impropri sono segnalati come problemi quotidiani. L’Alpenverein mette in evidenza come queste dinamiche compromettano la sicurezza dei sentieri e dei bordi strada, generando tensioni con la popolazione locale e danni alla fruizione lenta dell’ambiente montano.
Proposte operative e misure richieste
L’associazione chiede misure che vadano al di là di semplici raccomandazioni: i divieti di transito devono essere applicati anche nei periodi di punta, per tutelare il territorio e ridurre i picchi di traffico. A corollario delle chiusure temporanee, l’Avs sollecita un robusto potenziamento del trasporto pubblico, in modo da offrire alternative praticabili ai visitatori e ridurre la dipendenza dall’auto privata.
Regolamentazione delle attività commerciali
Un altro aspetto ritenuto cruciale è la disciplina delle attività che sfruttano le strade di montagna per scopi commerciali: l’Alpenverein chiede norme più stringenti per il noleggio di veicoli ad alte prestazioni e per i voli spettacolari in elicottero che, oltre a disturbare la fauna e la quiete, creano attriti con i residenti. La proposta include controlli più serrati e limiti alla pubblicità che incentiva condotte rischiose in ambiente protetto.
Coinvolgimento e governance
Simeoni ha espresso la volontà che l’organizzazione sia chiamata al tavolo delle decisioni per offrire soluzioni costruttive che tengano conto sia delle esigenze degli alpinisti sia di quelle delle comunità montane. L’Avs sottolinea l’importanza di una governance partecipata, in cui proposte tecniche e osservazioni sul campo possano orientare l’implementazione delle misure.
Tra le condizioni necessarie per il successo delle misure l’associazione elenca trasparenza nelle tempistiche, criteri chiari per la valutazione dell’efficacia delle chiusure sperimentali e risorse per sostenere il trasporto pubblico e eventuali servizi sostitutivi. L’obiettivo dichiarato è preservare il valore paesaggistico e ambientale delle Dolomiti, evitando che diventino una semplice cornice per esperienze motoristiche estreme.
Verso un equilibrio sostenibile
L’appello finale dell’Alpenverein è scaturito da una constatazione pratica: rumore, gas di scarico, parcheggi affollati e soste selvagge ai margini delle strade stanno cambiando la natura dell’area montana. Per contrastare questa deriva, è necessario combinare regole chiare, controllo delle attività commerciali e alternative di mobilità, in un quadro che punti alla tutela dell’ambiente e al rispetto dei residenti.
La proposta dell’Avs non si limita a dire “no” a certe pratiche, ma mira a costruire percorsi applicativi che bilancino turismo, sicurezza ambientale e vita locale. Se le istituzioni accoglieranno l’invito a sperimentare e a dialogare, si potrà testare un modello di gestione più sostenibile dei passi dolomitici, con benefici per chi vive e per chi visita questi paesaggi.


